Quando corruzione fa rima con ordinaria amministrazione

I casi di corruzione oramai si susseguono e si inseguono giorno dopo giorno, diventando il pane quotidiano del cittadino italiano che a quanto pare non ci fa nemmeno più caso.  Sono tanti e tali i reati in corso d’opera,  che pur investendo tutti i settori della pubblica amministrazione hanno assunto la dimensione dell’ordinaria amministrazione. Tutto normale, un nuovo fatto di corruzione ai danni dello stato e di tutti i cittadini che pagano le tasse non interessa più nessuno, la massa si è assuefatta e quel che è peggio che se ne frega.

Si è palesata una situazione paradossale, surreale, dove corrotti e corruttori possono tranquillamente operare alla luce del sole, incuranti delle norme di leggi vigenti, chiaramente inefficaci, che in qualche caso sembrano essere più dalla parte di chi commette il reato anziché di chi lo subisce.

Un reato di corruzione fresco di giornata, che a onor del vero fa un po’ ridere per la tardività con cui viene evidenziato, è il malcostume nell’assegnazione di alcune cattedre universitarie. Come se tutti fossimo convinti che il baronato universitario altro non fosse che una favola metropolitana.

Come giustamente ha asserito un nostro magistrato, i politici oramai hanno smesso di vergognarsi. Ma a quanto pare da tanto tempo hanno smesso di vergognarsi e di aver perduto quel minimo di dignità  proprio noi cittadini, che pur in presenza di un sistema devastato dalla corruzione, continuano a girare lo sguardo dall’altra parte. Motivo per cui ritengo che per certi versi, sia più grave questo fenomeno di indifferenza e di apatia. Ingenti risorse pubbliche vengono sperperate se non addirittura distribuite agli amici degli amici della politica e della finanza, il tutto senza che mai nessuno paghi, dove il sistema giudiziario, astutamente manipolato da quella parte della politica che ha tutto l’interesse che la giustizia non funzioni, continua a prescrivere i reati non riuscendo ad arrivare a condanna. E laddove dovesse arrivarci, le pene previste dal codice penale, così volute dalla politica, prevedono arresti domiciliari e tarallucci e vino per tutti.

Un esempio di virtù sociale a cui i nostri giovani possono serenamente ispirarsi e prender d’esempio. Il tutto condito e farcito da una  miriade di mezzi di comunicazione che io ritengo abbiano smesso da un po’ di tempo di esercitare quel ruolo primario e fondamentale  di divulgare e propagare l’etica.  Speso sono proprio loro protagonisti di esempi di scurrilità e di violenza verbale.

Ovviamente di fronte a tutto questo degrado la politica se ne guarda bene di prendere posizione, forse perché ha timore proprio di se stessa.

 

    

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