Prove di avvicinamento del MDP al PD: che si fa per una poltrona

Speranza bussa alla porta del PD chiedendo il necessario permesso per rientrare con la coda in mezzo alle gambe. Risale solo allo scorso 25 febbraio la nascita del nuovo movimento politico rappresentato dagli scontenti del PD, ovvero i secessionisti, che in questi tempi vanno molto di moda.

Non sono passati nemmeno otto mesi da quando Speranza, Bersani e compagni, nauseati ed avviliti dalle politiche poste in essere da Renzi, sostenute peraltro dalla stragrande maggioranza del PD, sono usciti costituendo l’MDP, che già ci hanno ripensato.  Nell’esclusivo interesse di costituire un forte baluardo contro la sempre crescente destra, sono pronti a sacrificarsi e di rientrare nell’ovile. Non so se la definizione di ovile sia corretta, in quanto se secessione c’è stata otto mesi, peraltro sofferta, la rappresentazione di allora non doveva essere di un ovile, bensì di un porcile, altrimenti sarebbero rimasti. Non vi pare?

Mi ha stupido ma ancora dipiù deluso Bersani, che aderendo alla proposta di un eventuale rientro nel PD, si è letteralmente dato la zappa sui piedi, costituendo questa decisione, la fine della sua carriera politica. Una maldestra quanto insana strategia che servirà a Renzi per distruggere la credibilità in capo ai secessionisti di otto mesi fa e di dimostrare al paese che lui era, ed è nel giusto e che sono gli altri che hanno sbagliato le loro valutazioni.

Un micidiale autogol dello smacchiatore di leopardi che non mi sarei mai aspettato, soprattutto nell’ambito di questo periodo di preparazione alla campagna elettorale. Possibile che non abbiano messo nel calderone delle negatività il fatto che gli elettori del centro sinistra avrebbero dato una lettura di solo convenienza personale, atta solo a salvaguardare la propria poltrona nella futura legislatura? Visto che i sondaggi assegnavano al loro nuovo movimento, uno scarso 3,2%, con un appena 0,2% al di sopra di quella che sarà la soglia di sbarramento per entrare nel parlamento, possibile che non abbiano tenuto conto della figura barbina che avrebbero fatto? Pertanto l’affermazione che questa politica, stia veramente toccando il fondo della deficienza, non pare del tutto inappropriata.

E’ mia personale opinione che Renzi alzerà di molto l’asticella delle condizioni di un loro eventuale rientro. Vorrà sicuramente esibire al popolo di sinistra lo scalpo di Bersani.

Se poi affrontiamo la problematica dalla parte degli elettori, coloro che hanno seguito gli scissionisti di febbraio, saranno contenti di questa operazione? O si sentiranno ancora una volta traditi anche da Bersani, riversandosi ad altre sponde l’assegnazione del proprio voto?

Se Renzi vuol consolidare quella labile credibilità che ancora detiene, dovrà starsene lontano dall’accettare il rientro di Bersani & C. e forse, paradossalmente, potrebbe godere in termini elettorali, della preferenza di buona parte degli elettori delusi dell’MDP.

Infine riesce difficile da comprendere come mai non è stata scelta la strada della coalizione, proponendo un accordo ponte su alcuni punti fondamentali da affrontare nella prossima legislatura, mantenendo così l’autonomia decisionale, evitando di fare la becera figura di chi svende la propria dignità politica per uno sgabello?

 

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