Quando la democrazia è ancora appesa al palo della cuccagna

Ho rivolto questa mia riflessione ad alcuni amici e uno di loro mi ha rincalzato ponendomi questa domanda: secondo te la democrazia esiste o è anch’essa, al momento, una utopia filosofica?
Bella domanda!
A volte alcune domande a bruciapelo, apparentemente semplici, ti spiazzano, perché la prima cosa che cerchi di evitare è quella di dare una risposta ovvia o banale. Sulla discutibile e apparente società democratica, quale quella a cui oggi noi italiani e europei apparteniamo, penso ci sia ben poco da dire. Il sistema post bellico, dopo il 1945 ha cercato di scalare il palo della cuccagna dove il premio più ambito resta ancora la democrazia. Ma non per questo non si può asserire che una buona parte del palo siamo riusciti a scalarlo. Forse perché proprio l’ultima parte, è quella che cozza contro quella parte egoistica dell’uomo, che non ha ancora fatto geneticamente suo il concetto di vera solidarietà, ovvero, non essere caritatevole verso chi sta peggio, ma ritenere quale dogma universalmente condiviso, porre la propria esistenza al servizio dell’abolizione di tutte le frontiere ideologiche, soprattutto quelle economiche.
 
Oggi ci stiamo predisponendo ad andare a eleggere i nostri futuri parlamentari. Soggetti, persone come noi, che attraverso la gestione della cosa pubblica decideranno il nostro futuro. L’espressione del voto è libera, tutelata e democratica. Ma ne siamo certi? E’ democratico che soggetti a volte estranei alla stessa politica o quanto meno non eletti dal popolo, possano decidere o peggio ancora imporre le loro personali scelte, frutto di intrallazzi di comodato economico e clientelare? E’ democratica la presa di posizione a volte spudorata di una stampa, che se fosse democratica e veramente libera, userebbe toni diversi da quelli a cui stiamo assistendo?
Non dimentichiamo che la democrazia è libertà di pensiero di parola e di azione, ma sempre nel solco del rispetto delle regole condivise dell’etica.
I candidati non sono in una campagna elettorale ad affrontarsi lealmente e a voler convincere la gente della bontà dei loro programmi. Oggi è vero che sono in campagna, ma non elettorale, sembrano uno contro l’altro armato. Non sono più avversari politici ma dei veri e propri nemici, e come tali vanno combattuti.
Alcune migliaia di candidati scelti con autoritaria determinazione da parte dei capi bastone dei partiti, spesso non rappresentano la parte migliore della nostra società. Il tutto nel nome della libertà e della benedetta democrazia.
Ma la ciliegina sulla torta di questo malessere democratico in fondo ha poco valore sociale, politico ed etico, in quanto qualsiasi saranno le candidature vincenti, ovvero quelle che andranno a scaldare con i loro sederi e non con le loro menti, gli scranni del parlamento italiano, nulla potranno fare e disporre, che non sia gradito, voluto e sostenuto dal potere dei poteri, ovvero la finanza. Basterà che la politica tiri fuori dal suo sacco un po’ di giusta autodeterminazione, che ecco pronta a scatenarsi una tempesta finanziaria, atta rimettere in gioco tutti gli equilibri, facendo apparire, i nuovi arrivati, ovviamente in sostituzione di quelli precedentemente eletti dai cittadini, nella pseudo elezione democratica, quali salvatori della patria.
 
Ecco perché oggi in pericolo non è solo la democraticità con cui vengono eletti dai cittadini i loro rappresentanti, ma l’intero sistema su cui poggia il nostro vivere quotidiano.
 
Forse, capire a che punto è la nostra scalata sul palo della cuccagna, ove è appesa la democrazia, meriterebbe una maggiore riflessione.

Lascia un commento