Amnesty International: l’Italia desta preoccupazione nel rispetto dei diritti umani

Le relazione di Amnesty International sulla condizione nel mondo dei diritti umani, relative al nostro  paese, come oramai è diventata consuetudine,  spiccano nell’evidenziare doti quali il razzino e xenofobia. Sono presi di mira le disposizioni legislative in materia di immigrazione, di tutela dei diritti di coloro che sono in fuga dalla fame, dalla persecuzione e da tante piaghe che ancora affliggono numerose aree di questo benedetto pianeta. L’Italia pare che desti seria preoccupazione.  I segnali li avevamo già toccati con mano con i respingimenti di alcuni barconi nel Mediterraneo meridionale, peraltro aprendo numerose controversie con Malta.

I clandestini vengono portati in Libia, che pur volendo dare a questa nazione il crisma dell’ospitalità, cosa molto ma molto dubbia, resta sempre e comunque uno stato che non ha mai sottoscritti la carta dei diritti dell’uomo ed in particolare per la tutela dell’immigrazione. E’ questa incongruenza che non riusciamo a capire. Perché proprio la Libia, uno stato con cui i rapporti non sono stati mai idilliaci e dove solo in questi ultimi anni, attraverso un abbassamento dei pantaloni governativi con la promessa di investimenti italiani, le acque sembrano essere momentaneamente mutate. Ma sempre di uno stato al di fuori delle righe si tratta. Uno stato la cui democrazia lascia molto a desiderare e quindi che garanzia potrà mai dare alla tutela di tutte queste migliaia di “clandestini”? E pensare che non pochi nostri politici si sono personalmente vantati di aver ottenuto la riduzione degli sbarchi. A loro interessava la sporca e becera statistica dei numeri, indifferenti di cosa questa riduzione comportava per decine di migliaia di migranti relegati nei campi libici.

Eravamo e ci ritenevamo un popolo tra i più civili e democratici di questo pianeta, ma nei fatti stiamo scivolando lentamente in un baratro dove se non riusciamo a mettere con tempestività dei rimedi, rischiamo di non poterci risollevare più. Possiamo essere diventati così egoisti, indifferenti, cattivi? Si, l’opinione che all’estero sta prevalendo è quello che il popolo italiano ha smesso di essere il popolo dell’amore, della pizza, della musica, del “vogliamoci bene”. Siamo per loro un popolo xenofobo e incattivito.