Banche: parte la commissione d’inchiesta

Un atto dovuto dove la conclusione sarà quella dei tarallucci e vino. E tutti continueranno a vivere felici e contenti

Dopo le vicissitudini di ordine istituzionale e le preoccupazioni del nostro capo dello stato, attento acché venga rigorosamente osservata la Costituzione, la Commissione d’inchiesta sulle banche è finalmente sulla linea di partenza. I distinguo costituzionali e le perplessità espresse del Presidente della Repubblica, con tutto il rispetto, non sono di facile condivisione. Comprendo che una eventuale azione mirata a mettere in difficoltà le banche, avrebbe dei risvolti e contraccolpi internazionali non indifferenti.

Atteggiamento che potrebbe facilmente portare alla conclusione che il Presidente della Repubblica ha più timore della reazione, a volte isterica, dei mercati, che del rispetto delle regole all’interno del nostro territorio nazionale. Non è certo per lui un compito facile. Da una parte ci sono centinaia di migliaia di cittadini frodati, dall’altra i mercati pronti ad aggredirci e non ultima la costante sfiducia, sempre più palpabile verso le banche, che di fronte all’opinione pubblica sembrano sempre essere al riparo.

Ecco perché viene sottolineata l’attenzione sulle modalità di controllo dell’attività creditizia svolta, con la raccomandazione e l’attenzione al rispetto dell’indipendenza della Banca Centrale Europea e della Banca d’Italia. Una sola cosa vorrei porre in evidenza e in contrapposizione: quando alcune banche hanno operato in grande allegria, sia nel raccogliere i risparmi e poi nell’erogazione del credito poi trasformatosi in sofferenza, chi c’era a raccomandare il rispetto degli onesti cittadini? E per cittadini non intendo solo quelli a cui sono stati azzerati i loro risparmi, ma a tutti noi, che della gestione allegra di alcune banche abbiam dovuto metterci i soldini pubblici. E come sono solito dire: scusate se è poco.

Ben vengano, laddove necessario, indicazioni e suggerimenti per porre in essere quest’attività di verifica sull’operato del nostro sistema bancario. Spero che non s’intenda solo una mera verifica sull’operatività posta in essere da qualche banca, che allegramente e spensieratamente, ha messo in brache di tela decina di migliaia di risparmiatori. Anche perché, se ciò è avvenuto, è probabile,  che alcuni affidamenti “allegri” concessi da queste banche, abbiano generato delle sofferenze.  Motivo questo,  per cui è altrettanto necessario capire come e perché siano stati accordati fidi bancari passati a sofferenza.

E’ imprescindibile che il controllo, partendo dalla raccolta dei risparmi attraversi anche le attività creditizie, le sue modalità e soprattutto quanto posto in essere per il recupero dei loro crediti. Come altrettanto imprescindibile è la verifica della qualità del controllo e delle linee guide poste in essere dagli organi deputati a monitorare le attività del sistema bancario.

Se si vuole una vera, seria e concreta commissione d’inchiesta non si possono mettere paletti a delle  attività che per la loro tipicità sono collegabili. Il problema di fondo è che, forti delle esperienza rivenienti dal passato, siamo pronti a scommettere che anche questa commissione, il tutto finirà a tarallucci e vino. Gli interessi in gioco sono troppo alti e i detentori di questi interessi, rappresentano la parte più forte della nostra società.