BREXIT: e se invece fosse una opportunità per far decollare l’Unione Europea?

BREXIT: L'unica grande vera e concreta opportunità per poter cominciare a parlare sul serio di Europa Unita.
 

Siamo oramai o soli pochi giorni dal “Brexit”, il referendum indetto dagli inglesi per stabilire se restare o uscire fuori dall’Unione Europea. Paure, perplessità, si accavallano e si rincorrono, grazie anche alla fantasia finanziaria di tanti giornalisti. Si ipotizzano scenari di catastrofe economica, di effetti domino, cioè altri paesi membri dell’Unione che nel breve periodo sarebbero tentati di imitare i soliti inglesi.

Gli inglesi sono un popolo che per certi versi molti hanno cercato di imitare ma spesso è riuscito a non farsi ben volere, per la sua arrogante supponenza di superiorità, elemento genetico, che lo pone ai margini della simpatia. Lo riscontriamo nell’atteggiamento assunto nel partecipare all’Europa Unita, mantenendo un piede dentro ed uno fuori, sarebbe già questo sufficiente per farci capire quanto ci tenga al raggiungimento del difficile, arduo ma necessario scopo di realizzare finalmente un continente unito, sotto un’ unica bandiera ed un’unica legislazione.
 

Oggi tutto ciò parrebbe essere in bilico per la ventilata ipotesi che l’esito del referendum possa tendere verso l’abbandono dell’Europa. I mercati finanziari temono contraccolpi e già si prevedono scossoni in termini di decrescita infelice. La propaganda per il non Brexit fa leva proprio su queste paure, imbastendo scenari di crisi economica devastante. Si gioca molto sull’impatto economico che certamente non sarà facile superare nel breve periodo, prevedendo già da ora un ridimensionamento della sterlina.

Tutti, chi per un verso, chi per un altro, intravedono solo paure, timori e sconquassi monetari.

Io ho una visone diversa, laddove gli inglesi decidano di andare (finalmente) a quel paese.
 

I governanti che sin’ora hanno dettato l’agenda politica ed economica dell’Europa sarebbero costretti a rivedere le loro politiche, che non possiamo nascondere essere scellerate ed improntate a salvaguardare interessi che spesso non vano nella direzione sociale, favorendo le lobbie della finanza.

Forse sarebbe la giusta ed opportuna occasione che farebbe comprendere loro che è terminato il tempo delle mele, che l’albero dei sogni sta morendo e che ha immediatamente bisogno di innesti consistenti di terapie di seria credibilità, rappresentata da politiche finalmente dirette ad un concreto riavvicinamento dei popoli. Una totale rivisitazione delle politiche finanziarie e monetarie, la previsione a breve di dotarsi di un governo centrale, di una unica fiscalità. E’ anacronistico nel terzo millennio, parlando di unione, avere all’interno della stessa Europa paesi che consentano e prevedano modalità fiscali diverse, consentendo l’emigrazione di grandi aziende laddove il fisco è più allegro.
 

L’uscita del Regno Unito io la vedo quale elemento che dovrebbe far scuotere finalmente la coscienza europea in quei paesi in cui ancora per fortuna è ancora viva. Avremmo una forte accelerazione legislativa atta a favorire ancor più brevemente il processo di unificazione ed integrazione dei membri dell’unione.

Se ciò avvenisse l’Europa diverrebbe di nuovo il fulcro economico e culturale di questo pianeta. Una risposta opportuna quanto necessaria da dare ai nostri amici inglesi, ai quali resterebbe quale unica dote: l’arroganza.
 
Pompeo Maritatibrexit

 

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