Commissione d’inchiesta banche: continuano le infelici quanto irritanti affermazioni sulla sua inopportunità

Attaccare il sistema bancario italiano significa minare l’interesse nazionale, ovvero di tutto il resto non importa niente

Il nostro ministro dell’Economia in merito alla costituenda Commissione d’inchiesta sulle banche, ha asserito: “attaccare il sistema bancario italiano, significa minare l’interesse nazionale  nel momento in cui stiamo negoziando come arrivare all’unione bancaria”.

Quindi deduco, che una eventuale Commissione d’ inchiesta, sull’operato del sistema bancario di questi ultimi anni e sugli enti deputati al suo controllo, sia inopportuna in quanto potrebbe nuocere agli stessi interessi nazionali.

Ottima riflessione se non fosse che questi vantati interessi nazionali, quasi sempre coincidono con gli interessi delle varie lobbies e non certo per favorire un più esteso sviluppo economico, sociale e soprattutto democratico del paese.

Se si toccano le banche, sembrerebbe di  capire, ci bruciamo, ci faremo del male. Quello che però non riesco a capire è perché si vuol confondere un’attività di verifica, mirata ad attestare che tutti abbiano rispettato le leggi dello stato, con un attacco alle banche. In uno stato democratico, che tale vorrebbe apparire, nessuno vuole attaccare nessuno, ne tanto meno il sistema bancario. Se verificare l’operato di qualcuno significa attaccare, vorrà dire che probabilmente avrà qualcosa  da nascondere. 

Perché il nostro Presidente della Repubblica teme che venga intaccata la libertà operativa delle banche e l’indipendenza della Banca d’Italia? Se tutti costoro hanno operato nel rispetto delle disposizioni vigenti, di cosa si preoccupa il nostro Capo dello Stato e il ministro dell’Economia?

Non è questa una entrata in campo a gamba tesa? Hanno per caso paura che le istituzioni pubbliche dello stato deputate a far rispettare le leggi e la democrazia del nostro paese, in questa circostanza possano aver fatto acqua? Non è che il vero timore sta proprio qui?

Se in un decennio di crisi devastante per il paese, dove centinaia, migliaia di aziende hanno chiuso i battenti, dove la disoccupazione è a due cifre, dove il PIL è in costante caduta libera e il potere d’acquisto degli italiani va sempre assottigliandosi, come mai le banche si accingono a staccare dividenti miliardari? Per loro va sempre bene. Se qualcuna di loro va in crisi c’è sempre un governo disposto ad aiutarla, ma quando si tratta del conseguimento di utili, questo è a totale appannaggio degli azionisti. Attenzione, è giusto che gli azionisti godano dell’utili realizzato dalla loro azienda, solo che le aziende bancarie, stranamente, sono sempre in utile e quando invece generano danni, è sempre il cittadino che ci rimette.

Forse è questa logica perversa che temono i nostri illustri rappresentanti istituzionali? Che possano venire alla luce fatti poco chiari che peraltro avrebbero un tremendo impatto negativo sui mercati internazionali?

E secondo voi, per il timore nutrito di una reazione da parte dei mercati, che potrebbe ulteriormente penalizzare la nostra economia, è giusto che si continui a sostenere un sistema che giusto o sbagliato che sia ha presentato all’opinione pubblica alcune zone d’ombra?

Ritengo che soffocare, limitare, osteggiare una vera Commissione d’inchiesta, solo per paura dei mercati, sia un’azione anti democratica e soprattutto eticamente sbagliata.  E’ ora di fare chiarezza, proprio nell’interesse generale del paese.