La turbolenza dei mercati finanziari, con le borse che un giorno perdono  3-4 punti percentuali, per poi riprenderli il giorno dopo, per non parlare di titoli azionari che in un solo giorno riescono a perdere anche il 10% e anche in questo caso il più delle volte recuperarlo entro qualche giorno dopo, a dire il vero sembra, come di consueto, non interessare gli italiani. Lo spread con i titoli pubblici tedeschi, che in questi giorni ha superato, negativamente, anche quello spagnolo (quando pensavamo che loro stessero peggio di noi) ha raggiunto la quota di 370 punti. Per essere più chiari, la credibilità e la solvibilità del nostro paese, sui mercati finanziari è “alle pezze”. Per invogliare ad acquistare titoli del debito pubblico, BTP,CCT, BOT,l’Italia per attrarre i capitali stranieri dovrà remunerandoli  con una maggiorazione di circa un 4% rispetto ai rendimenti di quelli tedeschi.  Saremo costretti a pagare di più quel debito pubblico che non riusciamo a coprire con le nostre risorse. Una situazione tragica, drammaticamente tragica, in quanto ciò significa che per la stessa quantità di capitali, lo stato italiano devrà pagare di più, molto di più, peggiorando la sua già pericolosissima situazione finanziaria. Di tutto ciò agli italiani pare non fregargli più di tanto. Ho la sensazione che la comunicazione nei TG, degli indici di borsa, siano fraintesi o confusi con quelli del lotto. In effetti la situazione del mercato interno sembra non aver ancora subito alcun contraccolpo. Lo stato continua a pagare stipendi e pensioni. Gli ospedali, le scuole, le comunicazioni, anche se con i loro atavici problemi continuano a funzionare.  Telefonici cellulari e televisori dell’ultima generazioni continuano ad andare a ruba.

Paradossalmente tutti si lamentano per il continuo lievitare del costo della vita ma con superficiale convenzione, quasi fosse in auge la moda di parlar male della propria condizione economica.  C’è chi poi, dopo autorevoli e scientifiche ricerche sull’andamento del costo della vita degli ultimi dieci anni, asserisce che la perdita del potere di acquisto è attestabile a circa un 7%. In poche parole noi cittadini abbiamo una percezione del mercato  alquanto soggettivo, dimostrando così, inequivocabilmente, quanto siamo ignoranti. 

Un amico mi chiedeva: “ma cosa sta succedendo?”. Niente, gli rispondevo, non preoccuparti, non sta succedendo assolutamente nulla, c’è un po’ di gente che da un po’ di tempo ha riscoperto il gioco del Monopoli e dato che i nostri politici, pare ne siano tutti dei grandi appassionati, in  questo periodo stanno dedicando le loro attenzioni a questo gioco.  Ogni tanto c’è chi si gioca un pezzo della propria pensione, oppure, non essendo stato sufficiente il precariato a vita a salvare il sistema economico decotto del nostro paese, adesso stanno introducendo anche la possibilità che, per le fabbriche possedute dai propri avversari (parliamo sempre del gioco del Monopoli) i relativi dipendenti possano essere licenziati senza particolari opposizioni o condizioni. Questo benedetto gioco del Monopoli, lo stanno manipolando  per consentire, disgraziatamente di poter far vincere chi è più fortunato, non perché baciato dalla fortuna, bensì perché già fortunato di suo.  Avevano ipotizzato di far pagare pegno, un piccolo pegno ai più fortunati, però questi proprio perché “sempre fortunati” tirando a dadi son riusciti, fortunosamente, ad evitare il pagamento di questa iniqua gabella!

Il bello di questo straordinario periodo è che mentre i nostri politici giocano a Monopoli, noi cittadini stiamo ancora giocando a tombola con i semi dei mandarini del Natale scorso. Meno male che almeno noi siamo stati prevedenti a conservarci i semi dei mandarini, chi sa che non possano servirci per qualche altro nuovo gioco. Io spero proprio di no.  

4 thoughts on “Cosa sta succedendo? Nulla, stanno giocando a Monopoli

  1. Il tuo articolo, pur essendo recente, è già superato. I bund tedeschi hanno sfondato il muro dei 360 punti e veleggiano tranquillamente a quota 400. A questo si aggiungano le ultime dichiarazioni della BCE secondo cui non sta scritto da nessuna parte che loro compreranno i ns. titoli di stato per mantenere inalterato il prezzo. Che vogliano spingere i ns. governanti a darsi una mossa? Speriamo sia così altrimenti ci tocca qualche barcone che ci porti in Libia e dintorni. Una domanda :  hai scritto che la Borsa si caratterizza da alti e bassi, finora abbiamo visto i ribassi ma i rialzi dove li hai visti? Al massimo si sono registrati lievi e momentai miglioramenti che in medicina vengono definiti "placebo" vale a dire illusori, così come la tanto discussa finanziaria, che i ns. governanti di giorno la presentano e di notte la disfano. Che abbiano letto l'Odissea di Omero e siano rimasti affascinati dalla storia di Penelope?   ciao Pompeo

  2. Grazie Giuseppe per il tuo pensiero peraltro condivisibile. In merito alla quotazione delle azioni in effetti è come dici tu. Solo che non è spiegabile che aziende dalle dimensioni di svariati miliardi di euro possano subire variazioni giornaliere così eclatanti. Il problema, aldilà delle finanze pubbliche catastrofiche,  sta, nella ipervalutazione del nostro listino (Borsa). Ti ricordi che Intesa quotava circa 7 euro? Oggi solo uno. I BTP ventennaili sino alla fine dello scorso anno ti ricordi che avevano toccato quota 120? E secondo te quella non era una economia superiperventilata? Ecco che oggi tutti i nodi, tutti insieme stanno venendo al pettine, solo che a rimetterci sono sempre le fasce più deboli. 

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