Dedicato al Professore Salvatore Sicuro ad un anno dalla sua scomparsa di Pompeo Maritati

Prof. SALVATORE SICURODesidero iniziare questa serata dedicata al compianto Prof. Salvatore Sicuro,  esprimendo un rammarico, un mio cruccio, quello di aver conosciuto il Professore solo negli ultimi nove anni della sua vita. Nel contempo mi consolo con la consapevolezza di aver comunque avuto la fortuna di conoscerlo e di frequentarlo. Ricordo il nostro primo incontro a Martano, a casa del Prof. Za, in occasione dei primi incontri propedeutici alla costituzione dell’Associazione Italoellenica. Mi colpì da subito la sua pacatezza, i suoi modi gentili e la capacità di sintesi nell’esporre il suo pensiero.  Nella riunione successiva portò con se un’accanita studiosa dell’arte e della cultura salentina, la Professoressa Fotinì Kaimaki,  la cui opera “I Ellada tou Salentou” peraltro dedicata al Prof. Sicuro,  è sicuramente una delle opere più interessanti, sia sotto il profilo scientifico nonché testimonianza fotografica dello splendore artistico salentino. Fotinì in seguito è diventata una  tra le persone a me più care. 

Negli anni successivi la nostra frequentazione si è fatta sempre più fitta, sia per gli eventi in corso di realizzazione nell’ambito dell’Associazione, sia per la disponibilità del Professore a chiacchierare con me su argomenti attinenti la tradizione culturale dell’area ellenofona del Salento denominata Grecìa Salentina. 

Per me ascoltarlo era una festa. Il tono suadente della sua voce, la sua infinita disponibilità ad affrontare qualsiasi argomento, tirando fuori libri, documenti e scritti mi affascinò sin dai primi approcci. Cominciai a nutrire, aldilà di una immensa stima professionale,  un vero e sincero affetto.  Avevo desiderato realizzare dei video dove poter registrare il racconto della sua vita  direttamente da lui. Registrare il suo pensiero, i suoi sogni e le sue battaglie mai sopite contro l’apatica indifferenza delle istituzioni verso la problematica del recupero della cultura grica, solo che,  non avendo io cognizione in materia e non avendo reperito risorse disponibili, l’idea rimase nel cassetto.  Realizzai per mio conto in modo artigianale qualche ripresa di breve durata che come potete immaginare conservo come reliquie. I video anzidetti sono visibili sul canale dell’Associazione Italoellenica di You Tube. 

Quando affrontavamo il problema di come la politica interagiva nell’ambito della cultura s’arrabbiava, iniziava a mutare il tono della voce, e percepivo quanto lui ci tenesse alla sua Grecìa Salentina,  spesso bistrattata proprio da coloro che dovevano essere i suoi scudieri.

Negli ultimi anni della sua vita non si è mai tirato indietro, ha sempre prestato con passione la sua collaborazione a tutti. Negli anni intorno al 2005 – 2006, ricordo con grande commozione, quando ironizzammo (simpaticamente) sul fatto che aveva accompagnato la Prof.ssa Fotinì Kaimaki  (colei che al posto del cuore ha la Grecìa Salentina)  alla ricerca di cripte sparse nelle campagne,  nientedimeno che in bicicletta, e più precisamente sulla sua bicicletta. 

Un’ulteriore testimonianza del suo continuo ed instancabile cammino, quale umile pellegrino della  conoscenza è dato da questo piccolo fatto  significativo della voglia di conoscere.  Circa 5 anni fa fu ricoverato all’ospedale di Lecce. Per me era alquanto agevole andare a trovarlo, risiedendo peraltro non molto lontano dal nosocomio. Ricordo che era domenica. Mi recai intorno alle ore 13 e lo trovai intento a leggere e ad ascoltare in cuffia qualcosa.  Quando li chiesi cosa stesse facendo,  lui mi rispose che stava ripassando la grammatica tedesca attraverso un corso di tedesco in lingua spagnola. Lascio a voi le conclusioni.  

Negli ultimi anni eravamo oramai soliti organizzargli la festa di compleanno e un anno gli regalammo “finalmente” un cellulare.  Lui non lo utilizzò mai, restò fedele al telefono fisso di casa. Consentitemi un ulteriore aneddoto. Uno dei suoi compleanni lo festeggiammo ad Acaya presso lo studio di un nostro socio. Il più giovane tra noi era il prof. Otsos, tutti gli altri abbastanza maturi e un po’ tutti a fare i conti con la glicemia, colesterolo e trigliceridi. Presi una torta che a dire il vero, me lo fecero notare i convenuti, era abbastanza grande per sette persone, pesava oltre due chilogrammi. Quella sera di quella torta non restò nulla. Tante erano state le recriminazioni iniziali e le lunghe elencazioni delle problematiche salutari che alla faccia dei trigliceridi, accompagnati dal colesterolo,  furono capaci di mangiarsela tutta, ovviamente con i complimenti miei e del Prof. Otsos.  

Oggi a quasi un anno dalla sua scomparsa ho ritenuto doveroso per l’affetto e la stima che ho sempre avuto per il Prof. Salvatore Sicuro, dedicare un po’ del mio tempo a raccogliere qualche suo scritti con l’auspicio che questo lavoro, estemporaneo, possa poi trasformarsi in un vero e proprio lavoro sistematico, anche perché è mia convinzione che il suo pensiero sia importante per la formazione delle giovani generazioni,  per rafforzare il desiderio e l’obbligo morale che tutti noi abbiamo nel salvaguardare lo straordinario patrimonio culturale del nostro territorio. 

                                                      Pompeo Maritati

 

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