Desideravamo solo tre dracme e due sigarette

Passeggiando nel tempo dei ricordi, ripercorrendo i viottoli della vita, desidero soffermarmi tra i più significativi.

Volevamo avere tre dracme in tasca e nelle tasca dei nostri amici accanto[1]

Quanti ideali cantati accompagnandoci con le note di una chitarra intorno ad un fuoco in riva al mare. Era allora, il nostro piccolo mondo che cominciava ad allargarsi e a presentarci il conto di una realtà diversa dai nostri sogni, dove non sono più i draghi ad essere sconfitti.

Ricordare quando era il

il 18 di novembre di un anno che non so e anche un passero dal ramo per paura se ne andò[2]

Volevamo due sigarette per ora e due per dopo

che insieme alle tre dracme, ci avrebbero consentito di riappropriarci di quel mondo e consentire al passero di ritornare sul suo ramo.

Cieli azzurri, mari cristallini, nuvole bianche fugacemente attraversano il tempo delle favole, dove il mondo intorno a noi, dipinto con i colori pastello, idealizzavano una società votata al bene comune, alla solidarietà, sognando un mondo con un solo popolo e una sola bandiera.

Viottoli di una vita percorsa sulle ali di un sogno, che Google-Map se n’è guardato bene di indicarci. Ma questo sogno vive ancora in noi, rinsaldando a volte, le tristi miserie di una vita che pare abbia perduto il suo originario orientamento.

E dopo una giornata vissuta rincorrendo i propri ideali, a sera vi era lo spazio temporale da dedicare ai problemi del cuore:

piano, piano, anche questa sera verrò dietro la tua porta[3]

sono le parole di una vecchia romantica canzone, le cui note, incastonate nella memoria dei ricordi, rievocano l’atmosfera nostalgica di un tempo, dove si esprimeva il legame alla propria bella, seduti sugli scalini della sua porta,  a strimpellare una chitarra, incuranti di tutto ciò che vi era intorno.  La fioca luce di un lampione, un meraviglioso cielo stellato, due occhi lucidi d’amore, la consapevolezza che dietro una finestra socchiusa v’era la tua bella ad ascoltarti, ti rendeva il ragazzo più felice del mondo. Allora si che il “domani” era visto come “un altro giorno”.Pompeo


[1] Da una canzone greca Δήμητρα Γαλάνη – Κουτσή κιθάρα | Dimitra Galani – Koutsi kithara (Chitarra stonata) https://www.youtube.com/watch?v=6-JH2oElfI0

[2] Dall’indimenticabile canzone di Mikis Theodorakis “Yelasto pedi” il ragazzo che sorride. https://www.youtube.com/watch?v=HvgwOvHaUX0

[3] Σιγα Σιγα “Piano piano” una canzone greca di Stamatis Kokotas. https://www.youtube.com/watch?v=ecTft0FCheU