Diario di Viaggio meta da raggiungere: Nafplio nel cuore del cuore del Peloponneso di Maurizio Nocera

18-19 settembre. È un pomeriggio sereno, appena appena annuvolato, quando ci ritroviamo davanti alla stazione marittima di Costa Morena nel porto di Brindisi. L’organizzatore del viaggio verso la mitica Grecia è Pompeo Maritati, al 51 % greco per parte di madre e, per quel che rimane, italiano. Siamo in 27 tra donne e uomini, che elenco in ordine rigorosamente alfabetico): Walter Amicucci, Marina Calabrese, Francesco Bleve, Antonio Carlino, Fortunata (Tina) Cimini, Stefania Carofalo, Ada Donno, Tina Falerno, Mario Giangrande, Marianna Martina, Vera Merli, Elisabetta Monaco, Anna Maria Nuzzo, Gabriele Spedicato, Lucrezia Russo, Rosa Verri. E gli artisti (musicisti, cantanti e ballerine) salentini: Ilaria Maria Costantino (canto e tamburello), Lucia Dell’anna (ballerina), Nunzia Fina (ballerina), Luciano Gennari (chitarra), Veronica Mele (ballerina), Ilenia Miceli (ballerina), Marialucia Musca (ballerina), Gabriella Prinari (flauto traverso), ai quali, una volta giunti a Nafplio, si aggiungeranno Mattia Manco (fisarmonica) e Gianfranco Narracci (chitarra elettrica), che vivono già ad Atene.

Dire che tra di noi si instaura subito un clima di reciproca amicizia è dire poco perché, in realtà, lo scambio di idee e di storie vissute entra nel vivo di ognuno. Alle 18.00 ci imbarchiamo sulla “Florencia” della compagnia navale Grimaldi. Sappiamo già che il tratto di mare da attraversare è lungo. Il traghetto parte alle 21.00 da Brindisi e arriverà a Patrasso alle 13.00 del giorno dopo, con uno scalo a Igoumenitsa. Ed è quel che avviene. Sbarcati a Patra, un pullman, messo a disposizione dell’Amministrazione comunale di Nafplio, ci prende, comincia così il lungo (3 ore) viaggio verso l’Argolide. Su richiesta soprattutto dei più giovani (gli artisti), il pullman si ferma per 15.00 minuti sull’Istmo di Corinto (la sottile striscia di terra che unisce il Golfo di Corinto col Golfo Saronico e che divide il Peloponneso dal resto del continente greco. Fu costruito nel 1893 (largo 26,5 metri e lungo 6,3 chilometri). Dire che siamo felici nell’ammirare questa meraviglia dell’ingegno umano è poco, perché tutti fotografiamo mentre due navi di media grandezza vengono trainate dai rimorchiatori nel bel mezzo del canale.

Arriviamo a Nafplio, più precisamente a Tolos (marina di Nafplio), che è ancora luce. Un bravo funzionario del Comune ci distribuisce in due alberghi non molto lontano l’uno dall’altro (Tolon Holiday e Alonia). Tolos è una stupenda stazione marittima con un panorama mozzafiato. Davanti a noi il mare, inghirlandato da isole e isolette, ci riempie di iodio i polmoni. La natura tutt’intorno è stupenda. Le colline sono coltivate a oliveti e agrumeti. Gli uccelli vanno e vengono perfino sui nostri balconi, mentre grosse tartarughe passeggiano tranquille sul terreno circostante. La Grecia, l’Argolide e Nafplio ci mostrano tutto il meglio della loro antichissima bellezza. Già noi respiriamo il mito. Siamo pronti per recarci in città e lì cenare con gli amici greci. Ad attenderci al ristorante di fronte al mare miceneo e col sorriso sulle labbra il vicesindaco Lykomitros Alexander e la Presidente del locale Club per l’UNESCO Mary Marouli Zilemenu, più la scrittrice Fotinì Kaimaki, autrice del libro Sull’ala del viaggio. Diario di Puglia e Calabria 1994-2015, oltre ad un festoso gruppo di soci del Club per l’UNESCO. Chi non conosce il cibo greco si perde una delle meraviglie culinarie più straordinarie del mondo: insalata greca e grandi vassoi di carni con contorni succulenti.

È notte già inoltrata quando i nostri straordinari artisti danno fiato ai loro strumenti e la loro voce si espande in canti salentini a volte tristi altre volte allegri: Luciano alla chitarra, Ilaria canta e suona il tamburello, Gabriella al flauto traverso, e Lucia, Nunzia, Veronica, Ilenia e Marialucia che ballano. Le amiche e gli amici greci ascoltano facendosi coinvolgere in un’atmosfera di amicizia e accoglienza. La notte è già arrivata. I nostri bravi artisti scemano dolcemente i loro canti. Gli strumenti musicali tornano al loro riposo e noi, viaggiatori salentini, ritorniamo ai nostri alberghi paghi di una serata che ci ha infuso meraviglia e gioia.

20 settembre. Municipio di Nafplio. Siamo invitati dal sindaco Dimitris Kostouros nella sala della Giunta comunale per uno scambio di saluti. Tutte le nostre viaggiatrici siedono attorno al tavolo della Giunta. Noi uomini invece ci collochiamo ai lati. Quando il sindaco giunge nella sala, dal suo sorriso sulle labbra, avvertiamo di essere ben accolti. Accanto a lui c’è la presidente del Club UNESCO di Nafplio, Mary Marouli Zilemenu e l’Assessore alla Cultura Maria Rally, più le altre sue collaboratrici mentre al suo fianco c’è il nostro Presidente Pompeo Maritati che, per nostra fortuna, parla greco. Anche Lucrezia Russo parla il greco e non poche volte, durante il soggiorno nell’Argolide, interviene a farci capire quel che è difficile per noi. Lo scambio di saluti e di doni è cordiale e ricco di indicazioni per quel che si dovrà fare e vedere nei giorni successivi.

Dopo la visita al Sindaco, proseguiamo per Epidauro. Andiamo verso il mito circondati da respiri lunghi quanto la storia della mitica Grecia. Lungo il viaggio si raccontano storie micenee e si canta qualche canzone. Epidauro è la mitica città-santuario di Asclepio (Esculapio per i Romani), il dio (o semidio) della medicina e protettore dei serpenti, figlio di Apollo, capace di far ritornare in vita i morti. Il suo culto risale al VI secolo a. C. Nel 1988 il sito archeologico è stato dichiarato Patrimonio UNESCO dell’Umanità.

La giornata promette pioggia, il cielo è nuvoloso, ma il nostro entusiasmo è così grande che guardiamo poco in alto, perché i nostri sguardi incrociano paesaggi stupendi. Agrumeti a perdita d’occhio, colline alberate da uliveti, qualche poiana nel cielo che accompagna il nostro percorso. All’ingresso del sito archeologico, ci sono le amiche del Club Unesco di Nafplio e di Epidauro, c’è pure un’archeologa che subito ci guida verso la meraviglia delle meraviglie greche: il teatro. Si tratta del complesso teatrale più antico e meglio conservato al mondo, ancora oggi in funzione per via di un’acustica straordinaria, che permette l’ascolto anche sulla più alta gradinata della cavea (in tutto 55 gradinate). Fu edificato nel IV secolo a. C. Tutti tratteniamo il respiro davanti a questo gioiello architettonico.

Poi accade un evento straordinario. I nostri giovani artisti (questa volta cantori) si mettono al centro dell’orchestra e cominciano a cantare una nenia salentina che immediatamente interrompe qualsiasi altro movimento nel teatro. Il pathos che si crea è grande. Sono commossi gli artisti salentini che cantano, siamo commossi noi che facciamo parte del gruppo, sono commossi gli altri turisti che si trovano nella cavea. Quando il canto si tace e gli artisti, commossi, si sciolgono dolcemente, l’applauso è come una liberazione da un dolore che forse ognuno di noi si porta dentro. Epidauro e il suo teatro (Asclepio protettore) hanno fatto un miracolo: hanno reso il nostro gruppo di salentini viaggiatori nell’Argolide più coeso e più gonfio di sentimenti amichevoli.

Il percorso continua sempre più illuminato dalle spiegazioni della nostra archeologa-guida. Vediamo il Museo, il tempio dedicato al dio (il Thymele o Tholos, edificio circolare a forma labirintica), l’Abaton, il Katagogion (edificio per i malati), il bosco sacro, i resti della palestra, delle terme, degli alloggi per i sacerdoti e quelli per i pellegrini malati, i porticati, il Propileo (l’ingresso al santuario), il tempio di Iside, il recinto sacro. Quando, nel primo pomeriggio inoltrato, finisce la visita al sito archeologico, siamo stanchi ma felici. Il sindaco di Epidauro, ci fa offrire un buffet sul posto. Poi il rientro a Tolos con la mente invasa da immagini sacre indimenticabili. Appena il tempo di riposarsi ed eccoci (ore 19) nuovamente in città, questa volta in quell’edificio che appare essere la culla della storia moderna della Grecia. Si tratta del “Voulefticò” Sede del Primo Parlamento Greco. Qui, in questa sala, dove la storia moderna della Grecia si è fatta vita e pensiero, sono stati presentati dalla presidente del Club UNESCO Mary Marouli Zilemenu due libri: Grecia. Dalla guerra civile ai colonnelli, di Pompeo Maritati, e il libro Sull’ala del viaggio. Diario di Puglia e Calabria 1994-2015, di Fotinì Kaimaki. Hanno assistito alla presentazione il sindaco di Nafplio, quello di Epidauro più altre autorità, e un attento pubblico di italiani e greci. Intanto da Atene era arrivato l’artista Mattia Manco che, assieme agli altri artisti salentini (Ilaria, Gabriella e Luciano) hanno dato vita uno spettacolo di canti e musiche salentine molto belle.

21 settembre. Ultima giornata gonfia di sorprese. Si va sul Palamidi, la fortezza che sovrasta la città dai suoi 216 metri di altezza (e 999 gradini), costruita dai Veneziani durante la loro occupazione militare del 1686-1715. Dopo, fu occupata, anche questa volta militarmente, dai Turchi fino al 1822, anno in cui i Greci la liberarono. Domina impressionantemente il Golfo Argolico, quello dal quale le triremi micenee salparono per fare la guerra a Ilio. Discesi dal Palamidi, gli amici greci, alcuni autorevoli delle più alte istituzioni greche, giunti anche da Atene, l’Ambasciatore Tassos Varelas e il Presidente dell’Associazione dei Comuni Ellenici Michalis Christakis, ci hanno portati a visitare il Museo militare, che si trova proprio al centro della città. E qui che, con nostro grande dispiacere, abbiamo osservato le immagini dei fascisti italiani che occuparono la Grecia durante il ventennio.  Il pranzo ognuno di noi viaggiatori salentini l’ha fatto liberamente in città.

La sera, invece ha avuto luogo la grande cerimonia organizzata in funzione della Giornata Mondiale per la Pace, in un progetto atto a favorire l’avvicinamento delle culture, che per l’occasione il Comune di Nafplio, unitamente al Club per UNESCO dell’Argolide, hanno voluto onorarla con una delegazione italiana, che era rappresentata dal Pompeo Maritati, Presidente della dell’Associazione Italo-ellenica, partner leader dell’interscambio culturale, con la collaborazione dell’APSEC di Lecce e dell’A.S.S.A. di Acaya.  Dopo lo scambio di doni e targhe commemorative, fra cui una cartella di cinque acquerelli (50×70) del Maestro Massimo Marangio che interpretano l’Epopea di Odisseo, offerto al sindaco di Nafplio dalla delegazione italiana per il tramite del coordinatore Pompeo Maritati, si è tenuto il grande concerto di pizzica, con i nostri straordinari artisti salentini che hanno ammaliato il pubblico di greci e di turisti. Anche noi viaggiatori italiani siamo rimasti coinvolti dentro al vortice del ritmo incessante della pizzica salentina.

La Piazza di Nafplio – “Sintagmatos” – era gremita all’inverosimile. Per far assistere meglio la folla numerosa, erano stati installati, ai lati della piazza, dei pannelli televisivi che proiettavano quanto stava accadendo sul palco.

Il Sindaco Kostouras, come d’altronde tutte le autorità intervenute hanno pubblicamente encomiato l’operato della nostra delegazione asserendo che avevamo saputo interpretare al meglio lo spirito della Giornata mondiale UNESCO per la Pace e, ciliegina sulla torta, ci hanno invitati a partecipare al Festival di Carnevale che si terrà il prossimo febbraio. Nel contempo, al nostro Presidente Pompeo Maritati veniva riconosciuta l’onorificenza di Socio Onorario del Club per l’UNESCO dell’Argolide.

I nostri doni, rappresentativi della cultura salentina e nello spirito della millenaria ospitalità ellenica, hanno centrato l’obiettivo al punto che il Sindaco di Nafplio, preso il microfono, ha asserito, rivolgendosi ai suoi concittadini:

          «Come avete ben capito, oggi abbiamo avuto il grande piacere di constatare che all’estero, in Italia, ci sono amici che sono più greci di noi greci».

Che dire, di fronte a tali dichiarazioni, abbiamo concluso soddisfatti, felici ed orgogliosi una splendida giornata, che resterà scolpita tra i nostri ricordi più belli.