E’ proprio una società sbagliata la nostra

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E’ proprio una società sbagliata quella che stiamo vivendo oggi, una società che ha perso il suo orientamento, come se la sua bussola fosse stata smagnetizzata e il suo ago orientato verso la direzione del materialismo esasperato, dove l’unico vero fine è il denaro, l’apparire, il potere, e tutto il resto non conta nulla. Il motto di un nostro grande personaggio politico “il potere logora solo chi non ce l’ha” pare che abbia fatto breccia, una breccia consistente nella gente. Oggi non si fa altro che ricercare il modo più veloce possibile per arrivare a essere “qualcuno”.

Non importa i mezzi utilizzati in quanto un altro personaggio disse “Il fine giustifica i mezzi” quindi pur di riuscire a raggiungere il proprio fine, i mezzi messi in campo non contano. Prostituirsi, vendersi, arrecare danno alle persone a te più vicine, non conta nulla, l’importante è che tu possa arrivare al traguardo della notorietà. Cioè che di te si parli, anche male (come disse il solito politico intelligente) purchè se ne parli. Oggi gente ignorante, maleducata, senza alcuna esperienza professionale raggiunge alte cariche istituzionali o dirige enti importanti per lo sviluppo del paese.  L’importante è saper essere stati capaci di saltare al momento giusto sul carro del vincitore.  Non importa se non sai fare niente, imparerai pian piano. Basta vedere tutti i personaggi che ruotano in televisione, basta guardare i loro cognomi per capire i loro riferimenti. Poi ci lamentiamo che abbiamo una TV squallida, un apparato statale che fa acqua da tutte le parti. Certo se quasi tutti i ruoli strategici del sistema stato sono stati assegnati per meriti di parentela,  di basso clientelismo politico, è ovvio che alla fine la qualità si va a far benedire.  Ci lamentiamo ogni giorno nello scoprire che in ogni indagine europea o mondiale in materia di servizi sociali, servizi ai cittadini, economia, stampa, ecc. ecc. siamo oramai da tempo negli ultimi posti. Siamo diventati un popolo che non sa reagire e soprattutto che non intende mettere in moto nessuna reazione.  Aspettiamo che i nostri problemi sia qualcun altro a risolverceli.  Tanto a me che importa. Se vogliono, che lo facciano loro.

Questo è il classico sistema di delegare agli altri e permettere ai pochi, peraltro privi di professionalità e soprattutto di etica, di diventare sempre più forti, più potenti al punto che sradicarli dalle loro sedie è diventato quasi utopico.   Non c’è più un ente pubblico che non sia stato interessato da vicende giudiziarie, da inchieste attinenti clientelismo, corruzione, appropriazione indebita, abuso d’ufficio. Ma noi italiani che ci stiamo a fare? E’ possibile che ci facciamo prendere per i fondelli tutti i santi giorni senza reagire? Ma quando ci accorgeremo che tutta questa gente manovra i nostri denari, che oltre a sperperarli o a distribuirli ai loro accoliti procurano un enorme rallentamento della capacità di crescere dal punto di vista economico? Potremmo godere di servizi, quali sanità, scuola, comunicazioni, viabilità,  luce, acqua, combustibili, di qualità superiore a quella attuale. Un maggiore impegno da parte di tutti  ma anche un maggiore interesse e partecipazione di noi cittadini, avrebbe garantito uno stato più efficiente. Qui da noi un politico o un dipendente pubblico non viene mai cacciato e ne tanto meno viene preso dalla crisi mistica di dimettersi. Al massimo viene spostato di poltrona che in molti casi risulta più una promozione che una punizione. Questo si ripercuote nel senso etico e di appartenenza ad un gruppo sociale. Se io vedo che tutti intorno a me fanno i delinquenti e che non pagano mai per le loro nefandezze, alla fine potrei anche stancarmi di essere l’unico cretino a rispettare le leggi e a pagare le conseguenze negative di uno stato tiranno e ipocrita.  Ricordo ancora quando una nostra parlamentare, forse non troppo gradita al pubblico, nell’ambito di un corteo di manifestanti per problematiche sindacali, vistasi un po’ presa di mira dai manifestanti , ha innalzato esponendo loro il dito medio. Non ho visto il nostro presidente del consiglio, ne tanto meno il nostro presidente della repubblica intervenire a redarguire il comportamento scorretto, fuori da ogni logica poetica e parlamentare, anche in presenza di eventuali insulti da parte di una folla peraltro già irritata per problematiche di carenze lavorative. 

Caro ex Presidente della Repubblica, forse perché io ragiono come il buon padre di famiglia, avrei visto in lei, la persona a cui incombe l’obbligo ed il dovere di dare qualche scappellotto ai nostri politici un po’ ineducati.  Alzare il dito medio non è una reazione politica è solo una risposta scurrile, non solo per un politico ma per qualsiasi cittadino, per non parlare che fatto da una donna, questo la dice lunga sulla estrazione professionale.  Ma chi ce l’ha messa lì? Chi ha ritenuto che persone del genere siano degne di rappresentare l’elettorato?       Per restare in tema, non riesco proprio a capire perché un certo “politico” sia in circolazione tra i vari programmi TV pur avendo già da anni dato evidente manifestazione di non saper stare al dialogo. Usa offendere con il turpiloquio chiunque osi contraddirlo, pare che abbia un numero indescrivibile di querele, però è sempre lì. Non è questo un segno di degrado e di scarsa attenzione nella formazione dei nostri giovani? Che idee si faranno questi giovani nel sentire solo gridare, bestemmiare, inveire violentemente, anche verso il sesso femminile? Questa è l’educazione che desideriamo inculcare ai nostri giovani? Scusatemi ma penso che questa Italia abbia veramente perso il suo orientamento, è un’Italia allo sbando, un’Italia in mano a degli sprovveduti, ciarlatani e fanfaroni che la stanno distruggendo giorno dopo giorno.  Ditemi cosa è stato fatto di buono in questi ultimi due decenni. Ditemi quali sono i settori in cui possiamo andar fieri,  potendo asserire di aver fatto dei passi avanti? Se la vostra risposta è negativa vorrà dire che tutto quello che ho sin’ora detto è giusto, non esagerato, anzi forse ci sarebbe da affondare il dito nella piaga ancora di più.  Una situazione di totale abbandono soprattutto dei più giovani, non più seguiti ne dalle famiglie, ne dalla scuola per non parlare poi dalla chiesa che con le sue scelte e prese di posizioni su alcuni argomenti, alcuni dei quali di natura prettamente politica, ha avuto solo il pregio di allontanare i giovani.

Come ebbi modo di dire in altre circostanze, nei confronti di qualche  Papa, del quale sono stato molto critico, in quanto mi è sembrato un apostolato, se così lo si può definire, orientato verso l’idolatria della persona.  Un Papa che sapendo ben utilizzare i mezzi di comunicazione che nei precedenti trent’anni hanno costituito e partecipato alla trasformazione totale della società, ha costruito una sua immagine e non quella della Chiesa. Spiegatemi perché quando questo Papa andava in giro c’erano, soprattutto negli ultimi tempi, centinaia di migliaia di persone, milioni e poi le chiese erano sempre più vuote? Io avrei visto un apostolato orientato più verso una evangelizzazione che si radicasse nella base, costituita dalle Chiese parrocchiali, e non dal suo Sommo Star. So che affermazioni di questo genere scateneranno molte contestazioni, però questo è il mio pensiero. Una chiesa il cui sommo pontefice ha più operato nella direzione dell’esaltazione della sua figura. Della sua malattia ne è stata fatta una leggenda, un’impresa. Vorrei vedere io a stare male come lui ed avere in ogni momento della giornata il sostegno di due tre medici peraltro anche luminari, per non parlare poi di tutta l’assistenza sotto tutti i profili. Io invece vedo la sofferenza di quei poveri anziani che con una pensione sociale non sanno come fare per poter acquistare le necessarie medicine, peraltro molte delle quali non più prescrivibile dal sistema sanitario nazionale. Prendete gli antinfiammatori, i medicinali per gli occhi, e per tante altre patologie caratteristiche degli anziani, che  non sono prescrivibili, bensì acquistabili, al prezzo tra i più alti nel mondo. Si perché anche qui si apre un’altra piaga, quella dei farmaci, il cui costo qui in Italia rispetto a tanti altri stati europei è veramente esorbitante, spropositato, fuori da ogni logica. Io ho acquistato degli antinfiammatori in Grecia a 1,5 euro venti pastiglie, peraltro uguali a quelli in circolazioni in Italia il cui costo non è mai al di sotto dei dieci euro. E’ su questo che avrei voluto sentire forte ed autorevole la voce della Chiesa.  La reale e concreta tutela del più debole, non a parole ma con i fatti.  Probabilmente io avrei preferito fare Santo subito tutti questi poveri pensionati.  Oggi mi sa che è meglio che la smetta in quanto pare che mi sia alzato con il piede sinistro. 

                      Pompeo Maritati

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