Elezione di Donald Trump grande pagina nella storia dell’imbecillità

elezioni usa 2016Leggevo con interesse l’intervista rilasciata al “The Huffington Post” dal filosofo Maurizio Ferraris, che ha definito l’elezione di Donald Trump una pagina nella storia dell’imbecillità. Un interessante approfondimento della qualità/difetto dell’imbecillità, quale elemento conduttore di una società che, secondo il professore: “la democrazia dà spazio all’umano più che ogni altro sistema politico, dunque è la grande arena dell’imbecillità. Ma non ha senso cercare di tornare indietro, nessuno di noi accetterebbe più di essere governato da un despota, sia pure illuminato e intelligentissimo.”

Non comprendo come la democrazia, pur riconoscendone lo spazio migliore dove poter fare politica, possa essere definita l’arena dell’imbecillità. Può una “Democrazia” anche se non ancora perfetta essere definita arena dell’imbecillità?

Non voglio mettere in dubbio il pensiero del professore solo che da attento lettore la cosa mi suona un po’ controversa. Una democrazia è la rappresentazione della capacità dell’uomo di saper impostare la propria organizzazione sociale cercando di applicare i valori della condivisione e dell’equa distribuzione delle ricchezze materiali e soprattutto culturali. Come può tutto ciò rappresentare l’arena dell’imbecillità?

Se il professore vuole riferirsi al fatto che tante democrazie sparse nel mondo, pur autodefinendosi così, tali non sono, per il travisamento dei valori democratici, allora potrei anche essere d’accordo con lui. Una classe politica che si spaccia per democratica e poi non lo è, può essere definita imbecille. Solo che definirla imbecille sarebbe molto riduttivo e forse proprio per questo l’evoluzione sociale a livello globale è ancora lontana. 
Alla domanda di cosa sia più preoccupante, l’imbecillità d’élite o di massa, il professore asserisce: “L’imbecillità d’élite è meno pericolosa. Che Heidegger fosse nazista può apparire spiacevole o persino ridicolo, quando cerca di far quadrare in un unico disegno Hitler e Platone. Ma il vero pericolo sono stati i milioni di tedeschi che, attraverso un voto democratico, hanno portato al potere Hitler.”

Anche in questa affermazione trovo delle contraddizioni o quanto meno una sostanziale diversità di vedute in riferimento all’attuale situazione socio-economica-politica che caratterizza l’umore degli elettorati nelle aree occidentali del globo. Trovo peraltro impropria l’affermazione che l’imbecillità d’élite sia meno pericolosa. E’ l’élite di un paese che ne determina il suo processo evolutivo o addirittura sostenitore e propulsore di spinte reazionarie dai risvolti pericolosi e drammatici. Non sarà mai la massa, soprattutto oggi agevolmente manipolabile attraverso il nefasto uso dei mezzi di comunicazione ad innestare condizioni di imbecillità governativa. 
Quello che è successo negli USA non è una pagina di storia dell’imbecillità, tranne che tutti gli errori umani non vogliamo ricondurli grossolanamente all’imbecillità.

Si è trattato di una condizione/situazione sociologica di una massa delusa, arrabbiata, dimenticata e dall’errata consapevolezza di ritenere che i sistemi di coercizione delle volontà di massa poste in essere in questi ultimi decenni, fossero sufficienti a consentire la vittoria elettorale del “buono contro il cattivo”. Se ha vinto il cattivo, non vuol dire che l’imbecillità sia riconducibile alla massa. (Ammesso che Ilary Clinton rappresentasse il buono rispetto a Donald Trump.) E’ stata l’imbecillità dell’élite, se così vogliamo definire la madornale sottovalutazione dell’irritazione sociale, a consentire a Trump di sedere sul soglio presidenziale americano, quindi la massa ha reagito ad una imbecillità posta in essere dall’élite.

Infine ritengo che la massa non può mai essere imbecille. La massa può, come spesso lo è “ignorante” scarsamente motivata a migliorare il suo livello culturale, grazie alla inoculazione del vaccino mediatico a dosi giornaliere costanti.

Però proprio quella pagina di imbecillità americana oggi dovrà essere rivalutata, risultando un forte antidoto contro i vaccini della manipolazione mediatica. Forse sarà di questo che gli addetti ai lavori dovranno preoccuparsi, onde evitare che l’imbecillità dell’élite venga travolta dall’irritazione della massa.

La foto intende riferirsi all'imbecillità derivante dalla diffusione di notizie e fatti manipolati ad arte per manipolare l'orientamento politico e consumistico della gente.

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