Gli stipendi del pubblico impiego diminuiscono

In Francia e Germania sono aumentati rispetivamente dell’11 e del 7%, mentre in Italia sono diminuiti del 2% Meno 2% in Italia

In questi giorni la stampa sta dando ampio spazio a tutta una serie di statistiche economiche dove traspare chiaramente un andamento non confortante dello stato di salute economico del nostro paese. Mettere il dito nella piaga della crisi che ci attanaglia è oramai lo sport preferito. Manovre mediatiche ben concordate con le varie testate e tv nazionali per addossare all’attuale governo le responsabilità di tale disagio. Un governo che in carica da meno di dieci mesi. Come ho già detto, non ho particolari entusiasmi verso il M5S, avendo invece grande irritazione nei confronti dei leghisti, ma se vogliamo esaminare correttamente quanto sta accadendo, allora dovremo dare spazio ad una maggiore serietà professionale in ambito informativo.

La crisi del pubblico impiego, della sua inadeguata retribuzione, se confrontata con gli altri stati europei, non mi pare possa essere addebitata ad un governo in carica da appena 10 mesi.   

Ci possiamo confortare pensando ai poveri dipendenti pubblici greci, che hanno perso oltre il 23%, l’11 in Croazia, il 7 a Cipro, il 4 in Portogallo e il 3 in Spagna. Più sconfortante è invece constatare che tutti i paesi dell’est hanno sensibilmente incrementato le loro retribuzioni. C’è comunque da dire che provenivano da situazione di quasi fame. Però come non evidenziare che stati come la Germania e la Francia riescono ad ottenere risultati andamentali di gran lunga più positivi dei nostri? Forse perché c’è una classe politica più attenta agli interessi dei cittadini? O hanno cittadini più attenti e partecipativi alla politica attiva?

Solo che da noi quanto sta succedendo, per l’opinione dei mass-media, che si vuole infondere nella gente, anche in virtù delle consultazioni elettorali prossime, la colpa è degli attuali incompetenti governanti, senza esperienza e conoscenza. Meno male che nei governi precedenti, che ci hanno lasciato in eredità un debito pubblico di oltre 2300 miliardi, con servizi pubblici da quarto mondo, erano invece tutti competenti e acculturati. Per non parlare, poi, di corruzione clientelismo la vera piaga del bel paese.