Il mondo è da tempo in fibrillazione

BANDIERA GRECA PELOPONNESOIl mondo è da tempo in fibrillazione. Ben 65 stati nel mondo sono ufficialmente in guerra e oltre 600 guerriglie sono in corso. Uno stato di belligeranza in continuo incremento sotto gli occhi apatici e indifferenti di un occidente che per certi versi, lo dico io, economicamente ci gode.  Ogni nuovo scenario di guerra o di ventilato pericolo di terrorismo accelera la produzione e vendita di armi che non mi pare siano prodotte dai paesi del terzo mondo. Attraverso politiche di ingerenza e di consolidata esperienza nell’esportazione della democrazia con le armi,  l’Occidente poco o nulla fa per ridurre  le aree in conflitto, e nel contempo  è preoccupato dall’invasione di milioni di extracomunitari che non avendo più nulla da perdere nelle loro terre d’origine vedono nell’occidente l’unico spiraglio di luce per proseguire questa vita terrena.

 

Decine di governi democratici che costantemente fanno riferimento alla carta dei diritti dell’uomo nelle loro quotidiane politiche economiche,  se ne infischiano sotto tutti i punti di vista delle condizioni socio economiche dei più sfortunati.  Oggi a prevalere indisturbata e l’egemonia finanziaria delle lobbie che con impavida avidità e ingordigia riescono a pasteggiare sopra decine e decine di migliaia di cadaveri.  Organizzazioni di interessi personalistici che hanno assunto le redini del mondo e dove i governi locali altro non sono che dei fantocci vestiti di ipocrita meschinità, spacciandosi per paladini dei ceti sociali più bisognosi.  Risulta molto più dannosa questa classe politica che una vera guerra mondiale.  Trincerati dietro i loro pareggi di bilancio, frutto di insensate politiche di rigore,  giorno dopo giorno stanno annientando la dignità dell’uomo.  Governi spesso alla mercé degli interessi finanziari,  oramai in mano a organismi multinazionali,  si autoregolamentano e si auto controllano e la politica fa solo da comparsa.  La politica non la possiamo nemmeno più definire complice, in quanto è così degradata che non è nemmeno capace di fare la parte del complice, fa solo da comparsa su un palcoscenico di iniquità e di aberrazioni sociali.

 

Obama qualche giorno fa ha blaterato di voler aiutare i poveri tassando più pesantemente i ricchi, cosa che mi pare avesse detto sin dall’inizio della sua carriera politica. Vi ricordate l’Obama Dream? Non  solo, gli fu pure assegnato il Nobel della Pace sulla parola, in quanto non mi pare che avesse fatto nulla di più che promettere e non realizzare nulla o quasi.  Per non parlare come ha gestito la bolla finanziaria partita proprio dagli USA.  Se poi calchiamo le scene del palcoscenico islamico, quello medio orientale in genere, ci accorgiamo di quanto sia stata sbagliata tutta la politica posta in essere dal dopo guerra ad oggi.  Prima finanziamo e armiamo popolazioni che dopo qualche anno usano le nostre stesse armi per combatterci, avendo noi, per strategie di egemonia economica, trasformato i nostri alleati in nemici.

 

E’ veramente difficile riuscire a districarsi da tutti questi intrecci dove  la constatazione che a farne le spese sono sempre le  fasce di popolazione più deboli.  Solidarietà e crescita sociale sono state da decenni sostituite da produttività e redditività, anche al di sopra del valore umano. L’uomo non è più al centro di questo mondo, è un miserabile strumento che sino a quando può essere annoverato tra i produttori di ricchezza, allora viene tenuto in considerazione, altrimenti,  trattandosi solo di zavorra, come tale dev’essere trattato, ovvero se lo buttiamo in mare, probabilmente risulterà utile in quanto alimenterà la fauna marina.

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