Il terrorismo in Nuova Zelanda è di serie B?

La notizia dei 49 morti e per i media italiani, è di secondo livello

L’attentato terroristico consumato oggi in Nuova Zelanda, è stato riportato, da stampa e TV, in secondo piano. Le 49 persone massacrate in due moschee, erano meno importanti delle manifestazioni di protesta sull’ambiente. Anche alcuni aspetti, legati al processo Ruby, sono risultate più importanti.  Forse i 18.500 chilometri che ci dividono dal continente australiano sono sufficienti a indurre che il problema ci riguarda poco.

Gli organi d’informazioni hanno classificato il terrorismo, non tanto in funzione della sua gravità, quanto dalla distanza in cui è stato consumato. La Nuova Zelanda è dall’altra parte del mondo. Raggiungerla in aereo ci vogliono dalle 24 alle 30 ore di volo. Molti probabilmente non ne conoscono nemmeno l’esistenza. Ha avuto la sua notorietà più per aver visto la nascita della saga del Signore degli Anelli. Per tutto il resto non importa a nessuno.

Oramai anche la vita degli individui che hanno perso la vita per un atto terroristico, hanno una loro classificazione. Che strano, se ciò fosse successo in uno degli stati europei, avremmo stampa e TV continuamente sintonizzati sul luogo della tragedia. Tutti alla ricerca del pelo nell’uovo, giusto per riempire spasmodicamente decine di ore di intrattenimento morboso.

Strano, perché questa volta il terrorismo ha cambiato rotta. Non sono stati i soliti estremisti islamici che hanno voluto colpire l’opulenza occidentale. Sono state colpite due moschee, i morti appartengono all’Islam. Si chiuderà la vicenda adducendo che trattasi del solito pazzoide di turno e riportando l’attenzione della gente  sulla mediocrità giornaliera. Ben vengano proteste ambientali e processi di dubbia natura. La gente è bene che capisca sempre meno e che 49 morti in delle moschee, dall’altra parte del mondo, sono fatti loro.