L’apatia di un weekend inutile

Siamo in giugno, le giornate vistosamente allungate sotto lo strapotere del sole estivo, invitano a prendersela più comoda, con calma. La fretta viene riposta in un’anta dell’armadio invernale in attesa del prossimo autunno. A mezzogiorno e d’intorni la gente sembra essersi defilata e quella che ancora si trova a gironzolare per le strade e le piazze della nostra piccola città, s’apprestano a rincasare o a porsi all’ombra di qualche rarissimo albero sopravvissuto al genocidio del verde cittadino. In effetti gli alberi, per la maggior parte sono stati abbattuti, per lasciare il posto ad un tipo di alberello che sembra disegnato da Coco Chanel, mingherlino, anoressico come le sue modelle che ovviamente a tutto servono tranne che a fare un po’ d’ombra. Rifletto, percorrendo alcune delle strade del centro come queste abbia assunto un aspetto tanto diverso da quello di alcuni decenni fa, pur essendo i palazzi gli stessi. Le insegne dei negozi e le vetrine allestite in chiave moderna, seguendo i consigli dei guru della comunicazione,  generalmente mai in sintonia con l’architettura che le circonda, risultano poco accattivanti se non a volte di cattivo gusto; pur attirando lo sguardo dell’occasionale, quanto frettoloso viandante, hanno quel non so che di apatica, fredda se non insignificante presenza.

Bar, pizzerie, ristoranti, fast food hanno lasciato le solite mura domestiche per appropriarsi di piazzette e marciapiedi, offrendo i loro servizi all’aperto. Alcuni di questi mi lasciano un po’ perplesso, in quanto ubicati in prossimità di vie ad alto traffico automobilistico dove una eventuale sosta, o la sola percorrenza pedonale, dovrebbe essere alquanto frettolosa per via dell’inquinamento atmosferico.

Stesso discorso, che spesso mi soffermo a riflettere, di tutte quelle nuove costruzioni ad uso abitazioni civili, realizzate a pochi metri di qualche semaforo su arterie dove il traffico urbano in tutte le ore del giorno è da suicidio. Centinaia e centinaia di macchine ferme, in coda, con il motore acceso in attesa dell’agognato verde, che con i loro scarichi appestano l’aria rendendola veramente irrespirabili. Mi chiedo, ma coloro che hanno scelto di acquistare la loro abitazione lì, non hanno preventivato che per tutto il giorno avrebbero dovuto tenere finestre e balconi chiusi?  E cosa dire di tutti quei condomini che si trovano su strade dove non puoi non solo parcheggiare, ma nemmeno fermarti.

Passeggiando rifletto come potrebbe essere migliore la quotidianità di tante persone,  se potessero godere di una residenza migliore, chi sa,  forse sarebbero meno nevrotici. Certo è che in questo weekend, si vede chiaramente, che non ho altro di meglio da fare se non cercare il pelo non nell’uovo, ma nelle strade e piazze della mia piccola ma pur sempre stupenda città.

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