Le sardine nuovo movimento

Le Sardine: una necessità per il Paese o una deliziosa pietanza?

Un nuovo movimento di pensiero politico sta pian piano invadendo le piazze delle nostre città. Decine di migliaia di giovani e anche meno giovani ne sono attratti al punto di aderire ai richiami della piazza anche con condizioni metereologiche avverse.

Le Sardine nascono come un movimento di opposizione alle esasperate quante razzistiche politiche di odio della destra italiana. Politiche queste spacciate quale tutela degli interessi degli italiani, che però hanno dato un’immagine al mondo di una Italia razzista, xenofoba.

Ancora una volta ci troviamo nel bel mezzo di un nuovo movimento di pensiero, di piazza, di pacifica protesta, che a differenza del passato non è il frutto di qualche personaggio politico o in odore di politica. Pare sia partito quasi per gioco da un gruppetto sparuto di ragazzi ed ha avuto subito un riscontro che forse nessuno si sarebbe aspettato. Forse questo è uno dei motivi per cui il movimento sta crescendo, avulso dalla politica e dai politicanti di cui la gente mi pare abbia oggi una pessima opinione.

A questo movimento gli sono stati dati numerose motivazioni che non intendo prendere in esame, volendo, in questa sede, esprimere il mio parere.

Come è avvenuto in passato per il Movimento 5 Stelle, dove la gente delusa e mortificata dalla becera politica, si è riversata in massa, consentendo a questo movimento di ottenere il consenso elettorale del 33%, parimente avviene oggi. Le politiche nauseabonde delle destre, nonché la non labile delusione della sinistra che a onor del vero pare scomparsa,  hanno fortemente irritato le coscienze di molti italiani che ancora credono nel porre in primo piano la dignità e la solidarietà umana, generando una forte spinta emotiva atta contrastare questa barbarie.

IL bello di questo di movimento è che si sta sviluppando in forma spontanea, attraverso il passa parola e i social. Nessuna TV o giornale a loro disposizione. La spontaneità, la voglia finalmente di fare sentire la propria voce al di fuori del solito coro politico è la carta vincente.

Non poche sono state le prese di posizioni contro questo movimento, additandolo quale la solita bolla che va di moda per qualche mese per poi sgonfiarsi, portando ad esempio i Girotondi di Nanni Moretti. Però quest’ultimi avevano una loro propria connotazione politica, quello che le Sardine (non ancora sott’olio) non hanno per loro fortuna.

Io al momento plaudo perché riempire le piazze di decine di migliaia di persone per esprimere un proprio convincimento contro una politica da tempo sorda e miope e questo dovrebbe farci sperare anche se quanto prima i pescecani della politica riusciranno a porci le mani sopra.

Motivo questo per cui la sopravvivenza di questo movimento è affidata esclusivamente alla sua estraneità dalla politica attiva. Molti lo invitano a darsi una forma organizzativa di partito. Ecco questa sarebbe la sua morte. Le Sardine dovranno restare Sardine, non farsi mettere sott’olio. Devono continuare a nuotare nel marasma della politica ma dal di fuori, organizzando manifestazioni sempre più numerose, atte ad incutere paura ai partiti tradizionali in quanto questo movimento potrà agevolmente indirizzare la scelta elettorale. Ma guai a prendervi parte direttamente, perderebbero credibilità e finirebbero nel dimenticatoio come i Girotondi.