Le Vespette 50 ed i Paperini

Il Paperino“Ora sei rimasta sola…..” recita una vecchia canzone degli anni 60 che sto ascoltando. Inevitabilmente il pensiero fa un balzo a quegli anni  quando sognavamo un mondo migliore. Era il tempo delle mele, quando la pulizia mentale di noi giovani era alla base dei nostri comportamenti. Forse perché eravamo più stupidi perché non eravamo bombardati tanti messaggi consumistici, anche perché i soldini in tasca scarseggiavano e già il possedere una bicicletta era un grande passo avanti. Non ne parliamo se poi questa era rappresentata da una bici da corsa o una bella Bianchi fiammante. Ricordo che intorno al 63 e 64 cominciarono ad affacciarsi le vespette 50 il grande sogno di noi giovani. Allora vi erano in giro dei motocicli che chinavamo “Paperino” alquanto squallidi di fronte “all’avvenieristico” modello della vespetta. Questa ricordo che aveva le marce e noi allora ragazzini penavano una settimana intera per mettere da parte i soldini per potercela affittare per un pomeriggio. Ricordo l’incoscienza di quei tempi.Io l’affittai pur non sapendola portare, aiutato da un altro amico, peraltro più piccolo che pur non avendo l’età (14 anni) sapeva condurla. Ricordo di essermi fatto un viale di 500 metri tutto in prima, per poi riuscire a cambiare in seconda e prendere così dimestichezza con le marce.   Un altro eccellente mezzo di trasporto erano i pattini, che si potevano utilizzare tranquillamente per tutta la città non essendoci quel caotico traffico di oggi.  Sono troppi i ricordi che in questo momento di stanno accavallando, quasi volessero fare una gara tra di loro per chi arrivare per primo su questa pagina.

 

Pompeo Maritati

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