Imperversa in questi giorni, nel bel mezzo di non pochi problemi seri per il futuro del nostro Paese, una animosa discussione su un articolo apparso su una testata nazionale, che io, semplice cittadino, ritengo una mostruosa offesa verso una delle più significative figure della politica italiana: Nilde Iotti.

A Nilde Iotti, prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati,  deceduta il 4 dicembre del 1999, esattamente vent’ anni fa, le sono state attribuite eclatanti doti amorose.

Non ho nessuna intenzione di dare spazio su questo mio scritto del suo contenuto, chiunque vorrà potrà trovarlo facilmente in rete. Quanto affermato da questo squallido articolo, che definirlo tale è un insulto alla poca buona stampa ancora esistente, secondo il mio modestissimo parere, dovrebbe essere oggetto di sanzioni disciplinari da parte dell’ordine dei giornalisti.

La libertà di stampa è un diritto sacrosanto che contraddistingue un paese democratico ma ciò non presuppone la libertà di vilipendere e secondo me anche offendere l’opinione pubblica. Vorrei tanto sapere dall’estensore di questo articolo dove ha reperito le notizie sulla sua allegra vita sessuale.

Giunti a questo punto non sono arrabbiato con chi ha scritto queste “offese” ma con tutte le istituzioni pubbliche e private che ancora non hanno preso una ferma distanza, pretendendo le scuse, che a quanto pare non ci sono state dal direttore di quel giornale,  facendo valutare alla magistratura e all’ordine nazionale dei giornalisti, se ciò presuppone un reato non solo verso Nilde Iotti, verso tutte le donne in  genere e non ultimo verso il popolo italiano che costei ha egregiamente rappresentato, prima come vera partigiana e poi come Presidente della Camera per ben tredici anni consecutivi.