Perché ’Uovo di Pasqua?

Una immancabile presenza nella tradizione pasquale. A cosa dobbiamo la sua consolidata e irrinunciabile presenza nel giorno della Resurrezione di Cristo?

L’uovo rappresenta l’icona capace di evocare l’immagine di Dio. Un simbolo sferico che nella tradizione sapienziale era accostato alla sua potenza infinita.  “Dio è una sfera infinita, il cui centro è ovunque e la circonferenza in nessun luogo”. Recita così una delle massime del Libro dei 24 filosofi risalenti al XII secolo.

L’uovo è la più grande cellula vivente. La sua forma priva di spigoli, quindi senza un principio e una fine, è l’emblema della perfezione divina: «L’uovo racchiude in sé il mistero biologico dell’origine e il segreto dell’essere». La sua peculiare funzione,  è quella di conservare e assicurare il prosieguo della vita. Non a caso la forma ovoidale, richiama la conformazione della pancia della gestante, quindi della vita che nel grembo materno vive, cresce e si sviluppa, per poi venire al mondo.

L’uovo, possiamo definirlo uno e trino: uno nella forma, tre nella sostanza materiale (il guscio, il tuorlo e l’albume) ed essenza sacra (nascita, morte e resurrezione). L’uovo rivela e rappresenta simbolicamente la vita. Introduce il mistero, sia della nascita, sia della vita che risuscita dopo la morte.
Quasi tutti i popoli della terra, l’uovo  viene visto quale raffigurazione sacra, presente nei miti che narrano le origini del mondo (cosmogonie) ovvero l’“uovo cosmico” che esprime qualcosa di perfetto,  indiviso, che dovrebbe costituire gli elementi della nascita dell’Universo e degli esseri viventi.
Avremo così che la nascita del mondo è stata propiziata da un uovo  un mito comune a tutte le più importanti civiltà del passato: Celti, Egizi, Fenici, Greci, Cananei, Indù, Vietnamiti, Cinesi, Giapponesi e molte popolazioni africane.