In Italia in questi ultimi tempi vige la diffusa convinzione (ahinoi!) che chi fa il proprio dovere sia immediatamente additato quale “Eroe”.

Oramai Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia di Stato, Militari in missioni di pace (si fa per dire), sono tutti eroi.  Per l’amor di Dio, che questi svolgano deli servizi ai cittadini di particolare importanza e spesso anche mal pagati e con mezzi inadeguati, ne siamo tutti consapevoli e soprattutto grati.

A quanto pare è eroe anche colui che con diligente rispetto  ogni giorno timbra il suo cartellino e svolge con abnegazione il proprio lavoro. Quindi, deduco, che chi oggi fa il proprio dovere sia un eroe.

Ecco tutto questo a me non quadra. Chi fa il proprio dovere adempiendo alle proprie funzioni non è un eroe, è un onesto cittadino. Se dovesse passare questo concetto, mi parrebbe di capire, che chi fa il proprio dovere sta diventando una mosca bianca, in quanto l’eroismo è qualcosa di eccezionale che va aldilà della routine quotidiana.

Paradossalmente sarei  per annoverare tra gli eroi tutti quegli italiani che oggi mal sopportano la qualità politica che li governa. Tutta quella gente che per un esame sanitario deve attendere un anno, o dopo aver fatto immani sacrifici per far laureare i propri figli questi non hanno una prospettiva lavorativa se non hanno una raccomandazione. E cosa dire di tutti quegli artigiani e piccoli commercianti subissati da tasse e balzelli, costretti a chiudere i battenti. Eroi sono quella parte di insegnanti che ancora credono nella scuola nonostante le scellerate riforme che si sono susseguite.

Come vedete, alla fine, possiamo asserire con onesta convinzione, che tutti gli italiani sono degli eroi e forse sarebbe opportuno proporre di assegnare  il prossimo Premio Nobel per la Pace al Popolo Italiano.