La poesia in questi ultimi anni sta avendo un fervore inaspettato. Qualche istituto demoscopico asserisce (ed io ci credo) che in Italia ci sono almeno tre milioni di poeti. Nel contempo nel corso dell’anno appena trascorso sono state vendute oltre 500.000 copie di libri di poesie. Non so quanti di questi poeti hanno avuto l’onore della popolarità. Sono certo di una cosa, che la stragrande maggioranza scrive e compone non per vendere libri, ma lo fa per se stesso, per dare sfogo ai suoi pensieri, ai suoi sentimenti e perché no, anche alla sua rabbia.

Il pensare ai poeti, alle loro notti trascorse nella penombra della notte, mi è venuta in mente la bellissima poesia di Alda Merini : “I poeti lavorano di notte” che propongo alla vostra attenzione.

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere iddio
ma i poeti nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.