“Uomini Liberi” di fare quello che vogliono gli altri. Il mio ultimo lavoro in fase di pubblicazione

uomini-liberi-IMG_4630-1200Generalmente i libri, una volta realizzati, si dedicano a qualche persona cara o a qualche illustre personaggio che ha avuto una forte ed emotiva influenza sull’autore.  Questa volta, desidero dedicare queste pagine al Popolo Italiano, a mio parere maltrattato, bistrattato, offeso e a volte anche vilipeso, proprio dai protagonisti della politica italiana. 

E’ il mio popolo, la mia gente, quella con la quale sin dalla nascita sono solito interagire, che se pur per certi versi sembrerebbe non meritarsi questa classe politica, poco aderente agli interessi etici e sociali del paese, nel contempo nulla ha fatto e nulla continua a fare per propiziare una inversione di tendenza al devastante degrado etico e culturale.

Proprio per questo motivo desidero dedicare agli italiani queste pagine, con l’auspicio che una nuova ventata di rinnovamento culturale possa finalmente scuotere la gente, che rendendosi conto che l’apatia e l’indifferenza non premia, sia finalmente più partecipe alla vita politica del proprio territorio.  

La voglia di scrivere queste pagine scaturisce dalla necessità di voler bloccare, i miei pensieri, riportarli su un pezzo di carta in modo che non vadano persi o tra di loro confusi a secondo del periodo e delle situazioni.  Una specie di diario, che possiamo chiamarlo così “Il Diario dei miei pensieri” una riflessione strettamente personale sugli eventi che caratterizzano il mondo che mi circonda, nonché il mio modo di interagire con esso.

Non intendo ne pretendo di voler asserire cose sempre giuste e corrette, non ritengo per mia sfortuna essere depositario del verbo assoluto. Intendo invece seriamente esporre la mia convinzione su un certo argomento, su fatti e comportamenti che più degli altri mi hanno riguardato o che abbiano attirato la mia attenzione. Pagine che sono scritte in virtù di quello che veramente sento dentro di me, pagine scritte in libertà ma con sincera onestà.

Lo scrivere queste pagine mi distende. A volte alcuni eventi mi lasciano un po’ irritato e perplesso. Il riportarli qui su carta, mi dà la sensazione come se mi trovassi in mezzo ad una piazza dove poter gridare quello che io penso. Una mera illusione, anche perché sia se mi trovassi in piazza, sia se riportate su queste pagine, a nessuno fregherà più di tanto del mio pensiero, delle mie opinioni. Io però continuerò a scrivere e di tanto in tanto passerò il tempo a rileggere quello che ho pensato qualche tempo fa, addirittura potrò comparare due stesse riflessioni per verificare se trattasi di maturazione o semplice contraddizione. 

 

 

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