Zingaretti: un segretario senza una vera prospettiva politica

Non me ne voglia Zingaretti se la mia personalissima opinione nei suoi confronti, in qualità di Segretario del PD non è entusiasmante. E’ stato scelto lui, probabilmente perché a girovagare tra le anime pieddine non si è trovato di meglio, vista la grande turbolenza che contraddistingue la sopravvivenza di questo partito, continuamente lacerato e dilaniato da correnti l’una contro l’altra armata.

Un segretario che con intelligente e lungimiranza politica ha ritenuto accogliere a braccia aperte la Lorenzin, l’ex ministro della sanità che non mi pare trattasi di volto particolarmente simpatico all’elettorato di sinistra.

E cosa dire sull’abboccamento con il M5S, sottovalutato, anche se in parte necessario per evitare che una consultazione elettorale anticipata potesse risultare deleteria alle sorti del partito. Ma non ha tenuto conto dell’ambiguità viscida e vigliacca di Renzi, che prima ha posizionato nel nuovo governo i suoi fedelissimi e poi se n’è andato dal partito, diventando così l’ago della bilancia di questo sgangherato governo.

Di tutto ciò Zingaretti non ne ha capito niente, si è visto, in poche parole, scippare la leadership non solo del PD, in quanto lui , Segretario, conta quanto un due di picche, per non parlare del condizionamento renziano sulla vita futura di questo governo.

L’unica incognita a cui non so rispondere, non avendo ancora comprato una valida palla di vetro magica, è cosa saprà fare questo governo, la cui unica alternativa è cercare di fare bene per mettere all’angolo la crescente destra fascista e razzista. Per ora i primi passi volgono al peggio.

Certo, se come sta succedendo in questi giorni, stanno ritornando i Letta & C. che nel passato non mi pare si siano contraddistinti per intelligenza politica, la vedo dura per Zingaretti, che a onor del vero questo non mi preoccupa affatto, se non perché poi tutta questa confusione  politica impatta negativamente con la nostra quotidianità.