L’avvento, per certi versi agognato, del Governo Monti in questi primi mesi, aldilà di averci ridato parte della credibilità internazionale perduta, ha lasciato la maggior parte del paese delusa. Chi si aspettava finalmente un’autorevole forte determinazione orientata finalmente a favorire le fasce più deboli della popolazione, ne è rimasto deluso. I primi provvedimenti,  che tutti hanno ritenuti necessari, hanno colpito  solo nel mucchio dei meno abbienti. I poteri forti, le lobbies della finanza e del mattone ne sono uscite indenni se non addirittura, in qualche caso favorite.  Il governo Monti ha cercato, timidamente,  la strada delle riforme  mettendo mano agli ordini professionali, alle farmacie ecc. iniziative che si sono viste svuotare dal voto parlamentare.  Si è così avuta la sensazione di un governo voluto solo per applicare nuove tasse, ovviamente a carico dei soliti lavoratori a reddito fisso e pensionati.  Nonostante ciò, pur venendo meno pian piano,  il favore popolare, questo governo viene visto da oltre il 40% degli italiani come l’ultima spiaggia, vista la persistente inettitudine,  se non  addirittura irritante,  indifferente e arrogante comportamento della classe politica in un momento così difficile del paese.

In questo quadro di continui tira e molla tra i ministri e gran parte dei partiti, in quest’ultimo mese, gli attriti hanno raggiunto la soglia di guardia. Qualcuno dei ministri ha cominciato a battere (finalmente!) i pugni sul tavolo, minacciando le dimissioni, non avendo alcuna intenzione di acconsentire, ancora una volta,  allo stravolgimento di nuove norme che possano agevolare la ripresa del paese.  Poi, in questi giorni i partiti hanno provveduto a  spartirsi, come al solito, le poltrone da destinarsi alle varie autority, suscitando così ulteriori antipatie. 

Monti,  alla luce di questi elementi pare che, secondo il mio modesto avviso, si sia finalmente vestito della sua autorità,  pretendendo e procedendo con seria determinazione a scegliere e nominare il nuovo Presidente e il nuovo Direttore Generale della RAI.

Una mossa che unita all’indisponibilità di rivedere il decreto contro la corruzione, fa intravedere l’inizio di un nuovo percorso, non più tanto addomesticabile e sottomesso ai partiti.  C’è da dire che le scelte operate per la RAI hanno visto per la prima volta nella storia di questo Ente, la presenza ai vertici, di soggetti preparati e professionalmente validi, finalmente non schierati o dipendenti dai  vari partiti.  Un segnale forte, un vero schiaffo in faccia alla vecchia e becera politica dei partiti che dovranno ora dimostrare se in loro è rimasta ancora una pur minima briciola di dignità, cosa che purtroppo non penso possibile.  Dico questo perché, la ferma determinazione del governo a voler finalmente porre in essere iniziative valide e non più compromessi per ottenere l’appoggio dei partiti in parlamento, potrebbe sciaguratamente portare che questi quattro partiti di maggioranza possano oggi, a dispetto di tutto il paese,  scelleratamente, come d’altronde si sono comportati sino ad oggi, negare la fiducia a Monti e andare così alle elezioni politiche anticipate, aprendo definitivamente così il baratro irreversibile del nostro paese.

Vorrei ulteriormente esprimere alcune mie considerazioni proprio sul comportamento e sulle scelte che alcuni politici della vecchia maggioranza e del partito democratico stanno ipotizzando, solo che oramai esprimere pareri su certe scelte si rischia la querela, mentre se loro si appropriano dei soldi pubblici, frutto dei sacrifici dei cittadini italiani, vengono coperti dall’immunità parlamentare.      

Io vorrei credere, desidererei ancora una volta sperare che si sia imboccata la strada giusta.  Qualche volta sognare può far bene, anche perché, almeno per ora, i nostri politici non hanno pensato di tassare anche i nostri sogni.   

     Pompeo Maritati

       

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