EuroMentre Bersani,  Grillo, Monti e Vendola giocano ai quattro cantoni, Berlusconi abbandona il campo di gioco lasciando tutti i suoi contendenti con un palmo di naso.  Son passati quasi 50 giorni dalla consultazione elettorale e non c’è traccia di un minimo filo conduttore per la realizzazione di un nuovo governo. Uno stallo istituzionale grave che sta lentamente portando il paese al collasso tra l’indifferenza generale e per nostra momentanea fortuna anche dei mercati finanziari.  Nel mezzo di tutte le sterili dispute di questi ultimi giorni e soprattutto  nel guado in cui la politica italiana si è andata a ficcare, ecco che Berlusconi spara addosso a tutti ben otto fucilate. Attenzione non sono fucilate a salve.  I suoi colpi hanno centrato il cuore del PD e in particolare del M5S apparso addormentato, forse già pago del risultato elettorale ottenuto. Dal suo vecchio e arrugginito archibugio Berlusconi, consigliato bene dallo stuolo di analisti al suo soldo, ha atteso  che le armi altrui si svuotassero di contenuto e di seria presa sulla gente per ricaricare il suo vecchio ferro degli stessi bossoli utilizzati dai suoi avversari.  Paradossalmente si è portato sul terreno del M5S proponendo una serie di provvedimenti, cavalli di battaglia dei grillini. Ha spiazzato Bersani , che secondo il mio parere dovrebbe pensare solo a cercarsi cosa fare da grande, proponendo l’abolizione dei contributi pubblici ai partiti, porgendo così l’altra guancia a Renzi.  Insomma ha messo a punto un contropiede alla Maradona, effettuando uno slalom tra tutti i suoi contendenti,  arrivando così pericolosamente  sotto porta.  Al momento non so dire se ha già calciato il suo pallone in porta esaurendo così la sua azione oppure ha ancora in serbo qualche altra manovra.  Sta di fatto che così ha lasciato il campo da gioco delle larghe intese ed è entrato in quello della campa elettorale per le nuove elezioni.

Le elezioni a giugno se non addirittura in settembre rappresenterebbero la ghigliottina per l’Italia, non solo sotto il profilo economico-finanziario.  L’attuale situazione di stallo politico ha favorito il centro destra.  Il M5S ha deluso, molti dei loro simpatizzanti sono incavolati per non aver voluto dare l’appoggio al PD e far partire un Governo per fare due, tre cose essenziali e ridare ossigeno e credibilità governativa ai mercati finanziari.  Monti è oramai bruciato sotto tutti i punti di vista anche sulla sua credibilità internazionale avendo dimostrato anche lui, da buon italiano, la debolezza verso la gestione del potere.  Oggi se la Merkel, Draghi e il fondo monetario dimostrano un certo apprezzamento, questo è da considerarsi di facciata, in quanto sanno che oggi l’Italia rappresenta un serio e grande pericolo per tutta l’Europa.  Un collasso italiano indebolirebbe immediatamente l’euro con conseguenze drammatiche  per le importazioni e soprattutto per l’acquisto dei prodotti petroliferi.  Non solo ma la strategia monetaria posta in essere dal Giappone,  che ha avuto il coraggio di immettere nuova liquidità sul mercato, ha cominciato ad attrarre su si se ingenti risorse monetarie distraendole dall’Europa. Una eventuale crisi qui da noi potrebbe essere deleteria per tutto il vecchio continente. 

Tornando invece a noi,  una eventuale vittoria del PDL alle irreversibili elezioni anticipate alla greca, potrebbe innescare la necessità di porre in essere una barriera protettiva mettendoci fuori dall’euro, pagandone ovviamente pesanti conseguenze ma mettendoci  veramente nei guai.  Oramai anche la nostra parte migliore dell’economia sta presentando elementi di fiacchezza  con un debito pubblico spaventosamente in crescita,  dove per farne fronte,  saranno rastrellate indiscriminatamente le residue risorse finanziarie della nostra gente.  

Ancora una volta la nostra classe politica non si lascia sfuggire nessuna occasione per dare agli italiani un dimostrazione che l’ inversione di tendenza resta solo un’utopia  ma anche gli italiani non hanno dato a loro una seria prova di severa disapprovazione del loro operato.  Quindi a ognuno di noi ciò che si merita, però per favore, dopo  non diciamo che la colpa è della Merkell.    

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