poltrona PoliticaIn questi giorni l’Istat ci sta scodellando tutta una serie di dati andamentali che fotografano la situazione economica e sociale del nostro Paese. Traspare immediatamente una situazione di vera “tragedia greca”. Tutti gli indici sono in picchiata libera. L’aumento indiscriminato ed inopportuno dei carburanti ha prodotto un effetto domino devastante, influenzando il prezzo di tutti i prodotto con particolare riferimento proprio a quelli di prima necessità. Speculazioni e le solite furbizie che contraddistinguono il libero mercato delle merci, libero si fa per dire, in quanto oramai in mano ad una distribuzione controllata solo da poche aziende che da qualche tempo, distrutto il piccolo esercente, stanno loro imponendo i prezzi di mercato.

In questo mese i soliti lavoratori dipendenti, colonna portante, anzi unico sostegno finanziario di questo stato, si è vista falcidiata la busta paga da ulteriori balzelli determinati dall’imposizione locale. Se pensiamo che ancora non si è pagata l’IMU,  possiamo asserire senza alcun margine di errore che,  tra tre o quattro mesi la situazione qui in Italia sarà peggiore di quella ellenica. Non per drammatizzare e cercare sempre la parte più pessimista del nostro futuro ma i dati sono questi, non si scappa. L’imposizione fiscale iniqua e asociale, anche per i modi con cui ancora una volta si sono cercate nuove risorse finanziarie, attingendo sempre da lavoratori e pensionati, senza mai toccare i grandi patrimoni e le rendite finanziarie, non può che farci presagire scenari di austerità preoccupanti soprattutto per la tenuta del lavoro. 

E’ difficile trovare un’attenuante generica a favore di questo Governo  Tecnico che ritengo abbia esaurito la sua missione, o meglio ritengo e non me ne voglia Monti, che per certi versi abbia fallito. Abbiamo solo acquistato un po’ di maggiore credibilità comportamentale rispetto a chi lo ha preceduto ma le ricette stanno ammazzando l’Italia.

Non capisco e mi riesce anche difficile capire il perché di questa esasperata imposizione fiscale a carico delle fasce più deboli del paese. L’IMU la pagherà il pensionato con poche centinaia di euro al mese come colui che percepisce prebende per 20/30.000 euro al mese. L’addizionale sui redditi medio bassi impoverisce la gente che di conseguenza non spende più e i prodotti rimangono sugli scaffali invenduti generando poi fallimenti e licenziamenti a catena. E’ possibile che questi grandi economisti non abbiano sentito lo stimolo etico di andare una volta tanto ad attingere laddove sin’ora si è accumulato il capitale dovuto solo a posizioni di favore?   

In questi giorni imperversano notizie di suicidi di disoccupati e piccoli imprenditori che riuscendo a far fronte ai loro impegni minimali, per la disperazione si sono tolti la vita. Possibile che non si faccia cenno a questo macabro risvolto della crisi? In quale mondo stiamo vivendo? E’ possibile che oggi nel 2012 l’insensibilità umana è tale da restare inerme di fronte a situazioni così drammatiche?

La mia più grande preoccupazione è che il malcontento sta montando. La gente, anche quella più moderata, quella che non ha mai pensato nella loro vita di alzare la voce sta iniziando a mugugnare. I giovani cominciano ad averne le tasche piene delle solite frasi senza poi avere un concreto risvolto positivo. Il futuro sembra essersi volatilizzato, esiste solo un lungo presente dove le prospettive sono quelle di scivolare sempre più verso la povertà. Tutto ciò sta cominciando ad esacerbare gli animi con conseguenze, se non nell’immediato, di turbolenze sociali dagli inaspettati risvolti negativi.

L’amarezza di fondo che ci resta è che tutte le nostre idee, i nostri pensieri, le nostre recriminazioni, pare non abbiano voce e non contino niente.  

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