Finalmente la Chiesa ha il suo nuovo Vicario di Cristo. Lo Spirito Santo sceso prepotentemente sui Cardinali riuniti in Conclave ha scelto questo gesuita argentino di cui noi italiani in particolare ma penso anche nel resto del mondo nulla o poco conosce. Comunque sono bastati pochi minuti, delle semplici frase pronunciate dal nuovo Papa Francesco per scatenare un’ondata di ottimismo e di parerei favorevoli.  Finalmente, si dice, un Papa “francescano” proprio in virtù del nome scelto. Un’eredità che per quel che so delle cose di Cristo dovrebbe rappresentare un pesante fardello, soprattutto per chi ha già ben 76 anni

 

Oggi  preferisco non farmi attrarre dall’euforia del momento  inserendomi nello stuolo di ardimentosi commentatori che sembrano aver convissuto con il neo papa da quando sono nati. Io preferisco attendere le sue prime decisioni, dopo eventualmente ne riparleremo. Oggi la chiesa sta attraversando, è mia personale opinione, il periodo più nero di quest’ultimi due secoli,  essendo la sua credibilità e affidabilità ai minimi storici.

 

Il potere temporale e soprattutto la gestione della soddisfazione materialistica dell’ambizione,  ha sostituito il potere spirituale e pastorale della Chiesa.  Ambiguità,  lotte intestine, cordate, prevaricazioni politiche e ingerenze finanziarie,  comportamenti  anti etici e ipocriti, hanno costituito l’essenza irritante e nauseante di chi si sarebbe dovuto porre al servizio della parola di Cristo e dei più bisognosi . Una chiesa che secondo me è da tempo che ha perso il suo indirizzo.  In merito ho delle mie personalissime convinzioni sul perché di questo degrado che lo ritengo frutto non del papato di Benedetto XVI ma del suo predecessore. Per queste mie convinzioni sono ritenuto  un contro corrente,  in quanto trovare oggi persone poco inclini a encomiare il papato di Woityla è come essere fuori dal coro. Io oggi preferisco restare fuori dal coro, rifuggo tutte quelle adulanti e idolatre profusioni nei confronti di un uomo che di buono ha avuto solo la sua scaltra intelligenza di saper cavalcare alla grande l’evoluzione dei sistemi di comunicazione a suo personale favore, anche perché proprio in quegli anni le Chiese si svuotavano mentre le piazze dove lui si recava erano gremite da milioni di persone. In poche parole la gente aveva cominciato ad amare l’uomo e non quello che rappresentava come se a questa non appartenesse. Non dimentichiamo che è restato sul trono di Roma per ben 27 anni, coincidenti proprio con il più grande sviluppo dei sistemi di comunicazione, passando dal mero telefono con il filo e con la rondella numerica,  alla possibilità di trasmettere attraverso un cellulare di 100 grammi immagini e suoni in tempo reale in ogni parte del mondo. Un uomo questo a cui sono stati attribuiti tanti meriti , non ultimo la caduta del muro di Berlino. Per fortuna che la storia saprà domani raddrizzare gli eventi dando a Cesare quel che è di Cesare………

 

Tornando al nostro neo Papa Francesco possiamo solo affermare con certezza una sola cosa: non avrà un inizio facileTroppi sono i problemi incancreniti e altrettanti numerosi sono gli interessi a questi legati.Riportare la Chiesa, come si suol dire, agli onori dell’altare di Cristo sarà molto dura anche perché ahimè dovrà combattere  la presenza fastidiosa e frenante di papa Benedetto   XVI. Mi spiego meglio. I suoi atti dovranno tener conto e soprattutto non ledere la dignità del rango di papa del suo collega ancora presenta sulla terra, per una ovvia questione di principio, anche perché in molti poi ci chiederemo  come mai il suo predecessore non ha posto in essere certe cose? Non ne aveva la spina dorsale? Era ammanicato anche lui? Era succube di ricatti? Io non la vedo molto facile.

 

Ogni suo atto si ritorcerà contro Benedetto e finalmente i suoi estimatori andranno a spiegare quello che dicevo prima, cioè che Benedetto ha pagato l’arrogante accentramento dispotico della gestione della Chiesa soprattutto nominando nuovi prelati che già nel corso della sua malattia,  hanno pensato bene di crearsi delle nicchie di potere  e relative cordate.  Non dimenticate infine che Woityla è stato un grande assertore della finanza cattolica. Papa Luciani aveva allontanato l’allora responsabile dello Ior, Woityla lo ha rimesso al suo posto. Stiamo parlando di Marcinkus!   A buon intenditore poche parole.

Infine non mi resta che augurare a Francesco di poter finalmente riportare la Chiesa di Roma su quel viottolo della cristianità fatta di fede, speranza e carità non trascurando il problema dei problemi,  l’unità delle chiese cristiane presenti nel mondo.  Utopie? Io spero di no.

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