Parlamento ItalianoIl Presidente della Repubblica nell’esclusivo interesse di salvare l’Italia dall’ aggressione feroce e spietata dei mercati finanziari, ha tirato fuori dal suo cilindro non uno ma ben 10 conigli magici. L’empasse della politica, giusto per non dimenticare, causata proprio da coloro che ci hanno messo in brache in tela, ovviamente grazie alla loro alta qualità professionale ed etica, ha consigliato l’inquilino del Quirinale di seguire una strada che in parte, in altri paesi d’Europa pare abbia funzionato.  Napolitano,  secondo il mio modesto avviso,  ha commesso un piccolo errore valutativo, probabilmente in un momento di debolezza,  vista la difficoltà della problematica,   rappresentata dal senso civico ed etico che contraddistinguono i politici di Olanda e Belgio  da quelli italiani, dove basta essere accusati di aver acquistato un pacchetto di sigarette con i soldi pubblici per rassegnare le dimissioni.  Una iniezione impropria di gratuito ottimismo che evidenzia in modo esplicito e eclatante l’inefficienza propositiva e  qualitativa della classe politica presente nei due rami del parlamento. Se abbiamo un Parlamento composto da 618 deputati e 315 senatori che portano a casa non meno di 15.000,00 euro al mese  con benefit e vitalizi da “nababbi”,  perché si va a formare un manipolo di soggetti che dovrebbero loro decidere che strada far imboccare ai parlamentari? Desidererei chiedere a Napolitano se questa scelta è dovuta alla sua scarsa fiducia nelle capacità dei componenti il parlamento di poter affrontare i problemi seri del paese, altrimenti non capisco perché questo Club di Nababbi non debba, almeno una volta nella loro vita pensare ed agire nell’interesse generale del Paese.

L’unica attenuante generica che sento di riconoscere al Presidente della Repubblica è quella di ricercare quanto meno soluzioni più o meno compatibili con l’assetto costituzionale e istituzionale del Paese,  giusto per frenare la famelicità dei mercati,  che a dire il vero in queste ultime settimane,  si sono dimostrati più saggi dei nostri politici.  Vedi Moody’s che non ha ancora espresso la sua valutazione negativa in attesa di capire quale strada intenderà seguire l’Italia. In altri momenti avrebbe sguainato la sua spada tagliando inesorabilmente la valutazione di affidabilità con conseguenze drammatiche per il costo del nostro debito pubblico, oramai attestatosi ad oltre 2000 miliardi di euro.

Al momento la mia posizione di osservatore della politica italiana è sullo scettico. La spinta innovativa del M5S pare si stia affievolendo risultando scarsamente propositiva,  almeno sotto il profilo mediatico.  Il movimento non si sta accorgendo,  che anche se su posizioni di intransigenza,  di essere giorno dopo giorno fagocitato anch’esso dai marpioni della politica. E’ seriamente preoccupante, anche perché pare se non se ne rendano conto,  che non riescano ad esprimere quel messaggio di qualità di cui c’è bisogno. Il momento dell’irruenza e della sfida al sistema,  che ha ampiamente premiato questa strategia, oggi pare sopita o se ancora blaterata, risulta priva di quella necessaria capacità di far presa,  proprio perché ripetitiva in un momento in cui c’è bisogno di qualità propositiva di spessore.

Sicuramente questa manovra di aver creato “il Club dei 10 Saggi” quindi ulteriore manovalanza a spese dei cittadini,  servirà a mettere all’angolo il M5S, i,salvaguardare le posizioni dei singoli partiti  in particolare PD e PDL affinchè non facciano una magra figura con i loro elettori,  cominciando a realizzare nuove scialuppe di salvataggio a quella politica becera che ci ha portato dove ora siamo. La solita serie di inciuci e compromessi  mascherati con pseudo provvedimenti che serviranno solo a tacitare la gente riducendo qualche tassa, vendendo del rame come se fosse argento.

Di una cosa sono certo oggi, che quanto meno un 10/20% di buono rispetto al passato dovranno farlo, perché i mercati finanziari che oggi stanno cheti cheti aspettano cose concrete e non il solito fumo.  E’ preoccupante invece il fatto che questa situazione di stallo favorirà ancora una volta la vecchia politica e i soliti vecchi interessi,   con la prospettiva che tra sei o dodici mesi ci si accorga solo di aver perso tempo e peggio ancora di aver bruciato quelle poche e residue risorse che ci sono rimaste.  Mi auguro domani di potermi pubblicamente dare torto.        

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