Gioco delle tre carte
Sono passati esattamente due mesi dalla consultazione elettorale che ha sostanzialmente bloccato il paese perché alcuni attori di questa sceneggiata politica non riescono a trovare un comune accordo sulle parti da recitare.  Uno sconcio in cui è doveroso sottolineare l’apatica indifferenza di un popolo che sta a guardare come se la cosa non lo riguardasse.  Forse proprio per questa atavica indifferenza popolare che la politica italiana ha assunto i connotati di un’accozzaglia di personaggi alla ricerca di assicurarsi il proprio futuro a scapito dei più.  L’Italia culturale, sindacale, quella del volontariato, dei diritti civili pare essersi assopita su un comodo divano in attesa che il politicante di turno riesca a fare qualcosa, altrimenti,  basta emettere il solito comunicato di pseudo denuncia di quello che non va e poi che siano gli altri a sbrigarsela. Il concetto di società, di etica appartenenza ad un gruppo sociale, in Italia ha un significato ben diverso.  L’individuale egoismo è dilagato al punto tale che si sono poste in essere delle vere e proprie barriere ideologiche tra se stressi e gli altri, dove il rispetto delle regole è preteso dagli altri, non certo da noi che sostanzialmente non ce ne frega niente di tutti coloro che hanno perso il posto di lavoro e di tutti quegli imprenditori che anziché adeguarsi ad un sistema di corruttela preferiscono suicidarsi.  Bastano due parole di solidarietà e poi che se la sbrighino loro. Sostanzialmente è questa l’Italia che oggi Enrico Letta deve affrontare dall’alto della sua carica di Capo del Governo.

Ancora una volta la politica rimescola le sue carte, questa volta addirittura sta provando a giocare con due mazzi di carte diverse.  Sta iniziando una partita che loro stessi non vorrebbero in cuor loro giocare ma che Il presidente della repubblica,  dall’alto della sua “saggezza” ha imposto.  Ed è proprio su questa scelta che nutro qualche dubbio di “vera saggezza”.  Enrico Letta è certamente una persona per bene ma appartiene ideologicamente e politicamente ad un apparato sclerotizzato, incancrenito, che ha sempre vissuto di compromessi di sotto banco, motivo per cui la base del Partito Democratico in questi ultimi tempi ha iniziato ad alzare la voce e poi silurare prima Marini e poi Prodi. Qualcuno ha definito tali siluramenti dei tradimenti irresponsabili.  Probabilmente per le modalità con cui sono stati consumati, si, ma l’accaduto Bersani ha capito da cosa è scaturito? Ha capito che l’elettorato e la sua stessa base si è stancata di veder dirigere un partito da elementi che in questi ultimi anni pare non abbiano eccelso per capacità propositive, soprattutto in  quanto attanagliati da una feroce crisi finanziaria?  E’ possibile che un Partito Democratico abbia perseguito politiche atte solo a farsi male da solo? Perché non ha lasciato il giusto spazio ai giovani emergenti,  non solo,  proponendo e favorendo la crescita di nuovi soggetti politici e non osteggiarli come è avvenuto ieri con il rimprovero alla Serracchiani per alcune sue frasi,  nonostante avesse vinto le elezioni regionali in un clima che dava il PD svantaggiato. Se non riescono più ad afferrare la portata di queste piccole cose come potrà Enrico Letta mettere insieme i cocci del suo partito soprattutto in un governo che lo vedrà insieme ad esponenti del PDL?

Ecco perché ritengo che questa volta Napolitano non abbia azzeccato la manovra.  Un governo voluto a tutti i costi, con un futuro operativo sicuramente qualitativamente scarso,  vista l’apparentamento di PD e PDL, nonché una prospettiva di durata  temporale breve, potrà solo apportare ulteriori danni all’economia del paese.  Con la presenza del PDL,  come potranno essere affrontati  problema importanti e gravi quale quello della corruzione che ne frena la crescita economica e fa fuggire i capitali stranieri? Del conflitto d’interessi non ne se parlerà minimamente, come lo stesso l’assegnazione gratuita delle frequenze TV.  Si potrà operare in settori in cui non ci sia lo zampino di Berlusconi, quindi si farà una legge sul sistema elettorale, si approverà una rimodulazione dell’IMU e della TARES (giusto per raffreddare l’irritazione popolare) poi attraverso le solite alchimie finanziarie faranno finta di trovare le coperture per la cassa integrazione in deroga e per gli esodati.   Dovranno poi mantener fede alla restituzione dei crediti verso lo stato (anche qui ci sarebbe da dire tanto non riuscendo a capire perché questi crediti inizialmente non possano essere invece conguagliati con tasse e contributi, forse perché molti di questi derivano dalla solita corruzione? E se così fosse buona parte di questi 40 miliardi se ne andrebbero all’estero e pantalone si ritroverebbe anzicchè   una forte spinta alla di crescita economica, senza  nemmeno i pantaloni.  A questo non ci avevate pensato? I debiti dell’amministrazione pubblica andrebbero pagati previo accertamento di apposite commissioni provinciali formate da soggetti al di sopra di ogni sospetto. Il sospetto che tante risorse dello stato che siano state spese male e diventato una cruda realtà, generando forti sospetti su tutto l’operato dell’amministrazione pubblica, basta vedere i numerosi ed incessanti casi tirati fuori dalla magistratura ordinaria.) E poi come conciliare ulteriori investimenti che facciano decollare una economia depressa come la nostra? Pensate veramente che l’Europa ce lo consentirà?

Un’altra piccola riflessione che forse è stata trascurata: in questi ultimi giorni i listini delle borse europee sono in forte crescita, lo spread italiano e soprattutto quello spagnolo è in vertiginoso ribasso, nonostante tutti gli indicatori economici siano sempre più pessimistici.  Il fatto è dato dall’iniezione di centinaia di miliardi di carta moneta che il Giappone e gli USA hanno immesso in circolazione, senza una sostanziale contropartita patrimoniale, mirando sostanzialmente a controbilanciare il deprezzamento dell’euro che per loro è un aspetto negativo.  Spiego meglio: le condizioni di crisi economica dell’Europa sta facendo lievitare la quotazione dello Yen e del dollaro penalizzando così le loro esportazioni.  Dato che loro non sono così lenti a prendere i necessari rimedi, hanno escogitato questo rimedio, cioè l’immissione sul mercato di carta moneta che senza un sostanziale vero controvalore fa deprezzare quella corrente.    Questa carta moneta resasi disponibile sui mercati ha accelerato gli acquisti su tutti i listini, anche perché non saprebbero cosa farsene di questa che sostanzialmente è carta straccia. Quando questo flusso terminerà e ci si accorgerà di aver gonfiato il valore dei titoli azionari da fittizia “ricchezza” questi crolleranno vertiginosamente se non saranno adeguatamente supportati da una reale e concreta crescita economica che in parte sarà possibile ma non sarà sufficiente.

Ecco perché vista l’instabilità politica persistente nel nostro paese dopo il risultato elettorale, sarebbe stato più saggio andare subito alle elezioni anticipate.  Sarebbe stato meglio pagare subito una parte dello scotto dell’inerzia politica  che farsi poi veramente male nel dimostrare che questo nuovo governo non avendo avuto  le “palle” per stare in piedi ha permesso al sistema Italia di perdere  ulteriori 4 o 6 mesi.    

In tutto questo allegro contesto Enrico Letta dovrà tirar fuori la parte migliore di se,  che a onor del vero sin’ora non ci pare abbia dimostrato grandi virtù di virilità politica. Ovviamente nell’interesse della collettiva saremmo tutti felici di poter essere immediatamente smentiti, essendo tutti noi, dubbiosi e incerti, che sappia  essere all’altezza di una situazione che certamente non possiamo nascondere essere molto difficile e per certi versi drammatica. Buon Lavoro Enrico!       

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