E’ da parecchi anni che il Salento accarezza l’idea di diventare Regionestaccata ed indipendente dalla Puglia.  Una opzione questa ovviamente scarsamente pubblicizzata dai giornali e TV, anzi per certi versi possiamo dire che questa vocazione indipendentista è stata  del tutto ignorata.  Paradossalmente anche molti salentini ignorano che esiste questa voglia di essere riconosciuti come una Regione a tutti gli effetti proprio per l’ostracismo informativo in merito. La motivazione di questo divorzio  dalla Puglia deriva dalla scarsa attenzione che il consiglio regionale ha avuto alle serie ed annose problematiche salentine. Paradosso nel paradosso è che buona parte dei politici che hanno contato di più, anche su scala nazionale sono stati proprio dei salentini.  Anzi parrebbe che proprio questi non vedrebbero di buon grado la nascita della nuova Regione Salento.  Si percepisce subito che quest’area geografica fortunatamente bagnata e cullata da due mari lo Ionio e l’Adriatico, è una fucina di paradossi, che a volte infonde  la sensazione di non aver le idee chiare di cosa fare, di  dove andare e soprattutto con chi stare. La concorrenza barese, divenuta sempre più forte ed agguerrita negli ultimi due decenni ha generato  un vero e proprio conflitto strisciante,  ritenendosi i salentini un po’ bistrattati o quanto meno trattati da serie B dalle scelte di sviluppo regionale. Ulteriore fattore propulsivo è anche il dinamismo culturale che vede il Salento primeggiare in iniziative spesso a carattere nazionale oltre ad essere dotato di un proprio patrimonio storico culturale non indifferente.  La presenza di un area ellenofona, la vicinanza con l’Albania e la Grecia, nonché con tutta l’area del Mediterraneo, avrebbe dovuto costituire e rappresentare una maggiore potenzialità di sviluppo dei traffici commerciali,  che al momento può essere valutata a livelli poco significativi, grazie proprio all’aver preferito e privilegiato quale centro di riferimento commerciale quello barese.

 In momenti come quelli che stiamo vivendo  di vacche magre e di spasmodiche ricerche per una drastica  riduzione dei costi della burocrazia dello stato, il sud,  invece,  chiede l’istituzione di una nuova regione. Una controtendenza politica, economica e sociale  che dovrebbe far desistere dal continuare su questo percorso. Invece no, le richieste i si fanno sempre più numerose assillanti ed insistenti.  Una delle motivazioni di questo desiderio di indipendentismo dal resto della Puglia, trova, secondo il mio parere una spiegazione   che risiede nella  progressiva perdita della propria identità nazionale. Si proprio così, l’egoismo delle regioni del nord, il comportamento razzista della Padania, non può che favorire il sorgere di sacche di irritazione e contestazione. E’ purtroppo in atto un lento allontanamento dei cittadini dai valori nazionali provocando irrigidimento comportamentale  con conseguente crescita del sentimento di avversione e di separatismo. L’opportunismo elettorale ha posto in secondo piano questo fenomeno, il quale però sta minando alle radici l’unità del nostro paese,  e la crescita di questi nuovi fermenti separatisti  da nord a sud avrebbero già da tempo dovuto preoccupare i nostri governanti, presi più  dal problema di mantenere un equilibrio governativo retto proprio da un partito che ha nel suo DNA il separatismo razzista.  Ecco perché anch’io, inizialmente perplesso di fronte alla creazione di una nuova regione Salento, comincio ad accarezzarne l’idea. Comincia, purtroppo,   ad attecchire l’interesse localistico, anzi quest’ultimo è quello a prevalere spesso su quello nazionale. Come in tutte le problematiche  trascurate o non adeguatamente gestite con la dovuta capacità,  i relativi nodi prima o poi verranno al pettine e la grande e primaria preoccupazione sarà  capire se questi movimenti di opinione saranno ancora discutibili e non siano diventati irreversibili, perché in questo secondo caso la situazione generale del paese la vedrai alquanto negativa e preoccupante. 

                 Pompeo Maritati

Un pensiero su “Il Salento la futura ventunesima Regione d’Italia”
  1. La Regione Salento venne proposta già nel 1947 da Giuseppe Codacci Pisanelli quando si stava delineando la formazione delle Regioni. Poi per via di forti interessi baresi tale proposta venne scartata. Inoltre ricordo che il Salento corrisponde all'antica Terra d'Otranto (Lecce, Brindisi e Taranto) che per secoli ha costituito una circoscrizione del Regno di Napoli. Il Salento si distingue dalla Puglia per la lingua, la cultura, le tradizioni, l'architettura. Il Salento con le tre province di Lecce, Brindisi e Taranto conta 1.800.000 abitanti e sarebbe l'undicesima Regione per numero di abitanti. Non si tratta di perdita dei valori nazionali, che qui sono più forti che in altri luoghi, si tratta di essere ormai stufi della politica baricentrica che vede una maggiore attenzione solo per il territorio di Bari. Nel quinquennio 2007-2013 i fondi messi a disposizione dalla Regione Puglia per la provincia di Bari è il 70% degli investimenti metre il restante 30% se lo devono dividere le altre provincie. Fate un po' voi. Il Salento ventunesima regione d'Italia.

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