Disoccupazione giovanileScusate il mio pessimismo, anche  se in questi tempi pare non vada di moda, ma penso che la politica stia veramente grattando il fondo del barile della vergogna. L’informazione politica quotidiana è oramai zeppa di notizie sui traditori, sui venduti per 30 denari, di coloro che hanno perso l’orientamento politico guardando solo al materialistico realizzo del detto “pochi maledetti e subito”. Accuse di corruzione o di svendita della propria casacca politica riempiono la cronaca quotidiana di una politica che da parte a parte pare abbia perso la faccia, la dignità, non riuscendo a trovare nemmeno quel senso ci commiserazione verso se stessa per il cattivo esempio che sta dando proprio nei confronti delle classi più giovani del paese.  Se penso che questi giovani, proprio da questa classe politica sono stati tacciati quali Bamboccioni e Mammoni,  vorrei tanto sapere come questi bamboccioni  dovrebbero definire questi signori della politica!  

Loro, i giovani, sono stati additati, o meglio insultati e vilmente offesi , in quanto restii a formarsi una propria famiglia, ed abbandonare il tetto genitoriale, in quanto privi di una propria spina dorsale, come se loro fosse la colpa di non riuscire a trovare un posto di lavoro, come se la disoccupazione giovanile oramai al 30% sia dovuto alla loro scarsa volontà di entrare nel mondo del lavoro. Penso veramente che questa politica sia diventata folle, o peggio ancora pericolosa. È seriamente pericoloso non accorgersi quello che sta succedendo in questo paese se poi si fa  ricadere la colpa proprio su coloro che oggi,  più degli altri stanno pagando gli errori di una incapacità politica da Guinness dei primati. Altro che crisi mondiale, qui si tratta di crisi dei valori, crisi delle istituzioni, crisi di tutto ciò che rappresenta la gestione pubblica. Non esiste un settore che non risulti inquinato da situazioni di clientelismo e corruzione che inesorabilmente poi si tramuta in incapacità di gestire le problematiche. Una ceca ipocrisia devastante che non si riesce più a fermare e che non prova più nemmeno vergogna.

E’ nauseabonda la sensazione che si prova nell’ascoltare questi politici che parlano di interesse nazionale, che le loro scelte sono dettate solo in funzione di questo supremo  ideale. Ma stiamo scherzando? Quale ideale di interesse nazionale può giustificare un parlamento immobilizzato da circa un mese, dove le dispute personali sono la priorità politica. Probabilmente molti nodi stanno venendo al pettine e questo castello realizzato nelle nebbie di una politica poco trasparente sta collassando proprio per l’incapacità personale dei singoli addetti ai lavori, di politici che della politica, quella con la P maiuscola non sanno nemmeno cosa sia, e come lo stesso Direttore Belpietro ebbe modo di definire questi soggetti “Politici per grazia ricevuta” rivolgendosi, lui,  al gruppo dei contestatori finiani, io invece ritengo che questa sua condividibile affermazione vada allargata a tutto il quadro politico nazionale.

E’ estremamente facile oggi parlare dei mali che affliggono la politica, è invece altrettanto difficile parlare di come porvi rimedio. Il problema sta proprio qui, la politica è arrivata alla frutta dell’indecenza, ma come riportarla ai limiti di una idonea sufficienza da poter finalmente farci recuperare, anche se lentamente il terreno perduto in questi ultimi anni è veramente arduo individuare una via d’uscita, non riuscendo ad intravedere una diversa e qualificata dirigenza politica.  Dovremmo probabilmente far ricorso all’ultima speranza, rivolgerci ai due santi protettori d’Italia, Santa Caterina e San Francesco, sperando che non sia arduo e tardi anche per loro ed auspicando soprattutto che tutti e due vadano ancora d’accordo, vista l’aria che tira.    

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