Lo scenario politico,  economico e sociale che sta vivendo il nostro Paese in questi ultimi anni è tale che non può lasciarmi indifferente. 

Osservo la politica e tutti i suoi attori con severa criticità pretendendo, da normale cittadino,   un ritorno in termini di qualità dei servizi pubblici  adeguato alle attese che un popolo “civile” e “democraticamente organizzato” s’aspetta dalla propria classe dirigente.

Già dalle prime pagine, dopo l’incontro casuale con Giove all’Ipercoop, è evidente la delusione e soprattutto la rabbia nel constatare quanto questi personaggi della politica siano sempre più inadeguati a far fronte ad uno stato di crisi che ha devastato tutto e tutti, dalla politica alla finanza, dalla cultura (che pare che con questa non si mangia) al sociale. 

Un degrado che ha lentamente contaminato anche i comuni mortali che con apatica indifferenza e masochistica strafottenza poco si cura dei propri interessi, delegando e disgraziatamente rinnovando questa delega anche in presenza di fatti che avrebbero consigliato se non una rivolta popolare quanto meno una più profonda presa di coscienza.

Non se condividerete  il mio pensiero,  soprattutto quando in qualche occasione mi arrabbierò,  non tanto con i politici,  quanto noi stessi,  incapaci di saper reagire e di saper  fare buon uso dell’unico strumento democratico che ci è rimasto che è il voto.  Capisco che lo scenario elettorale non è stato dei migliori ma almeno indirizzarsi verso il meno peggio.

Pertanto alla fine della giostra, la conclusione non può che essere altro se non quella di avere una politica che ci meritiamo.        

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*