I referendum di giugno 2011Finalmente ci siamo. Mancano pochi giorni ai referendum ed il mondo civile, quello della partecipazione attiva è in fermento.  C’è chi rema contro il raggiungimento del quorum e chi invece ne ha fatto un principio inderogabile. Penso che il nostro Paese stia vivendo un momento delicato della suo percorso verso un futuro che tutti sperano migliori del presente, ed i referendum, o meglio il raggiungimento del quorum per rendere valida la consultazione elettorale,  rappresenta un punto di svolta di un nuovo consolidamento partecipativo dell’opinione popolare sino a ieri sorniona e per certi aspetti indifferente.   E’ vero che parlare di acqua e nucleare vuol dire toccare delle corde alquanto sensibili del vivere quotidiano, però è altrettanto vero che la gente sta rispondendo con inaspettata consapevolezza generando una straordinaria propagazione delle onde lunghe dell’informazione. Comportamenti riscontrabili solo andando indietro nella storia  di molti decenni fa di questa nostra Italia. Forse sarò un po’ nostalgico e soprattutto troppo fiducioso in questo nuovo vento che spira all’altezza delle nostre teste generando finalmente uno straordinario mescolamento dei nostri vecchi ideali che per tanto tempo erano stati depositati nei vari cassetti della nostra memoria.  Ipotizzare che questo voto consultivo su aspetti così importanti , assuma connotazioni marcatamente politiche , penso sia giusto. E’ un voto in cui la gente desidera riappropriarsi del diritto potere di far ascoltare la propria opinione, o meglio ancora, che questa opinione sia finalmente rispettata oltre che ascoltata. Una consultazione mirata a sconfiggere l’arroganza politica di questi ultimi decenni, con indicazioni chiare ed inequivocabili contro uno scenario politico che da destra a sinistra lascia molto a desiderare per rispetto e capacità di saper affrontare le reali esigenze di un paese che ogni giorni di più sta perdendo la propria identità.

Sono certo, e sono disposto a giocarmi la mia credibilità nell’affermare con convinzione, oltre che con il cuore, che già domenica pomeriggio in Italia andranno a votare il 51% degli Italiani.   

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