Angelo

Oggi per mia sventura sono dovuto andare a pagare un bollettino postale alla posta. Trattandosi di un bollettino relativo ai contributi dovuti ad una collaboratrice domestica, questo assume anche la valenza di dichiarazione ecc. ecc. Di solito i bollettini postali li pago attraverso Internet in quanto già alcune banche offrono il servizio da un po’ di tempo. Costa lo stesso, ma eviti le code. A proposito di code, sono incazzato proprio per questo.  Pur non essendoci poi tantissima gente, su cinque postazioni erano coperte solo due. Dove siano finiti gli altri tre operatori non lo so, spero che godano di buona salute. Come se non bastasse avanti a me ci sono alcuni che devono effettuare operazioni di prelievo e versamento da libretti di risparmio postale. Operazioni che allo sportello hanno durata, non so perché, notevole rispetto al normale pagamento di uno o più bollettini. Per non parlare di un tizio che allo sportello per poco non ci metteva le radici. E’ veramente inaudito che per  effettuare un misero pagamento di un solo bollettino postale abbia dovuto sostare per un’ora e venti minuti. Se pur è vero che sono pensionato, la maggior parte della gente ivi presente, non era certo pensionata, e questa lunga ed estenuante attesa se non sbaglio, per parlare in termini di modernità, ha un costo. Allora scaricare i costi dei disservizi, della scarsa presenza di personale, nonché del continuo aumento delle tariffe, senza un miglioramento qualitativo dei servizi, qui in Italia pare sia diventata la prassi. E’ stato sanato il bilancio delle poste italiane. Ci credo, con sportelli aperti al pubblico con quattro poveri disgraziati, che pur lavorando da cani, sotto gli occhi imbestialiti della gente, innervosita ed avvilita, certamente non vivono bene la loro giornata lavorativa, i conti alla fine tornano, ma per chi? Poi quello che diventa più avvilente è vedere queste decine di persone in fila, silenziose, dove se qualcuno osa lanciare uno strale maledetto verso coloro che organizzano questo sistema di dispendio del tempo della gente, viene guardato, come un liberatore o come una mosca bianca, oppure come colui che trova sempre da ridire su tutto e tutti. Una fila ordinata di pecore che vengono messe in fila per ore per colpa di qualche  gestore della logistica dei servizi, che ovviamente poco se ne impipa se qualcuno per pagare un bollettino deve attendere in modo “ovino” un’ora e venti minuti.   A questa gente che prende queste decisioni organizzative gli farei fare degli stage di fila continuata. Non parliamo poi dei costi. Inviare una raccomandata costituita da due fogli di carta normale (A4) costa quasi cinque euro. Altro paradosso postale italiano: se utilizzi i servizi postali attraverso internet, questi servizi ti costano di più di quanto pagheresti allo sportello. E’ balordo, o no? Penso che non sia riscontrabile da nessuna parte, che i servizi utilizzati attraverso internet, costino di più. L’utilizzo di sistemi automatizzati, informatizzati, senza la presenza di personale ovunque costa di meno, anzi incentivano proprio l’utilizzo di questo sistema proprio per risparmiare sui costi del personale. Alle poste no. Se non è paradossale ed anacronistico ciò ditemi voi.


 

P. Maritati

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