Futuro e LibertàOggi su “Libero” leggiamo un bellissimo articolo di Maurizio Belpietro peraltro arricchito dalle foto di quei parlamentari di Forza Italia che hanno preferito seguire Fini ai danni del loro benefattore. Un comportamento da traditori, pari a chi sputa nel piatto dove ha mangiato, un’assoluta mancanza di coerenza politica e di rispetto verso quegli elettori che a suo tempo li vollero suffragare.  Gente sconosciuta, degli emeriti nessuno,  che secondo quanto scritto dal Direttore del Giornale, possono essere definiti “politici per grazia ricevuta”. Uno sfogo che per certi versi, per quanto giustificato, non so quanto alla fine torni a favore di Forza Italia, invece che gettare discredito sui dissidenti. Nutro forti dubbi in merito. Penso che tolto lo zoccolo duro dei votanti FI, l’elettorato di centro destra cominci a riflettere sui questi traditori, su questi ingrati, cercando una giustificazione al suo cospicuo numero e poi per stare con i piedi per terra, tra costoro pare ci siano personaggi della politica che definirli sconosciuti sembra un po’ grossa.  La storia del mondo è piena e caratterizzata proprio dall’ingratitudine, dall’incapacità di saper essere coerenti, di saper rispettare e perseguire gli ideali per cui si è cercato ed avuto un consenso.

 

Nel caso della sfiducia dei finiani a Berlusconi penso che non si tratti di “ingratitudine” ma di un processo di “liberazione” da un pesante ed opprimente asservimento ai voleri e desideri del loro Benefattore. Se però esaminiamo il comportamento (politico) dei dissidenti finiani posto in essere in questi ultimi mesi, è facile individuare delle contraddizioni eclatanti e per certi versi stupefacenti. Macroscopico l’autogol dei finiani nel votare a favore dell’immunità parlamentare a Cosentino, proprio in un momento in cui il loro vessillo era divenuta la legalità e la trasparenza politica. Non condanno Cosentino, non rientra per fortuna nelle mie prerogative, valuto solo i fatti dal punto di vista politico, per quello che ha scritto la magistratura e quello che ha votato il parlamento in presenza proprio di una presa di posizione pro-legalitaria dell’ala dissidente del centro destra. Altrettanto incoerente è parsa la fiducia espressa nella riforma universitaria da parte di Fini. Un riforma che se contestata  un po’ da tutti, vedi le proteste non solo dal mondo della scuola, prenderne le difese ha significato per lui sicuramente una tremenda lotta interiore nel dover scegliere tra il far vedere che sotto sotto non è contro Forza Italia, ed il desiderio di accaparrarsi il favore popolare degli studenti. Ulteriormente paradossale e anacronistico il suo parere in merito proprio quando alcuni suoi sostenitori salivano sui tetti a sostegno della protesta giovanile. Scusatemi ma tutti questi elementi di una politica quotidiana, altro non sono che segnali che disorientano spaventosamente l’elettorato, continuando a far accrescere sempre più quel senso di sfiducia e di scarsa valutazione verso questa classe politica che possiamo asserire che di considerazione oggi ne ha ben poca tra la gente.   

 

Tornando invece all’affermazione del Direttore Belpietro “Voi politici eletti per grazia ricevuta” intravedo in questa un enorme gaffe. Mi vorrà scusare Belpietro se mi permetto democraticamente di dissentire dal suo pensiero. Perché egregio Direttore li definisce “eletti per grazia ricevuta”? L’attuale sistema elettorale, peraltro tanto contestato e certamente poco rappresentativo della volontà popolare,  poggia esclusivamente sulle scelte dei soliti papaveri dei partiti. Son loro che ne determinano il loro successo attraverso la posizione che sarà loro assegnata nelle liste elettorali. Sono loro e solo loro che decidono chi sperando che ci sia anche un perché.  Un perché che dovrebbe essere costituito da professionalità, attaccamento agli ideali del partito, capacità di saper rappresentare il proprio elettorato, fedina penale e comportamentale candidissima, possibilmente uomini o donne di specchiata virtù morale e culturale. Quindi personaggi che se non proprio i migliori sul  mercato, rappresentino almeno la sufficiente idoneità parlamentare. Se oggi, dopo appena due anni dalla precedente consultazione elettorale, vinta, grazie anche al premio di maggioranza, che io personalmente non approvo in quei termini,   ci si rivoltano contro con sfacciata e squallida ingratitudine, il motivo non potrebbe essere che qualcuno ne ha sbagliato la scelta? Allora caro Direttore Belpietro, se desidera definire traditori questi contestatori ingrati, lo faccia pure, l’elettorato di centro destra prenderà le decisioni che riterrà più opportune, mortificandoli in quanto traditori, oppure gratificandoli ritenendoli invece capaci di aver avuto il coraggio di ribellarsi all’egemonia di un Benefattore. Però tacciarli di “Politici per grazia ricevuta” è un’offesa che lei fa al suo referente, a colui o coloro (ma credo poco che siano in molti a prendere decisioni in FI) che hanno il peso della responsabilità politica di aver scelto proprio loro. Con questa affermazione, la mia modesta opinione è che definirli in definitiva degli “emeriti nessuno” sia a voi addebitabile, avendoli voi, o meglio l’apparato del partito di FI ad averli voluti al punto tale di inserirli in posizioni strategiche nelle vostre liste elettorali.

L’augurio e la speranza che in futuro, tutti i nostri partiti, da destra a sinistra, possano iniziare a compilare le liste elettorali tastando di più il polso del proprio elettorato, scegliendo uomini e donne dall’accertata e constatata professionalità utile agli interessi generali del Paese.  E anche questa alla fine della giostra altro non è che un mio pensiero appartenente al mondo “dell’Utopia”.

 

2 pensiero su “Voi, politici eletti per grazia ricevuta”
  1. Tornando invece all’affermazione del Direttore Belpietro “Voi politici eletti per grazia ricevuta” intravedo in questa un enorme gaffe. Mi vorrà scusare Belpietro se mi permetto democraticamente di dissentire dal suo pensiero. Perché egregio Direttore li definisce “eletti per grazia ricevuta”?
    La stessa affermazione di IRRICONOSCENZA è stata testiomiata da SALLUSTI (il giornale) nei confronti di Chiara Moroni e Bruno Tabacci (A ballarò ?), da qui si desume che per un Berlusconiano non è tanto imnportante SERVIRE il PAESE bensi il PADRONE, anche se questi è il LAeDER maximo.
    Pertanto condivido TOTALMENTE il tuo PENSIERO.
    un saluto da angelo Milano (bav)

  2. Daltronde, Angelo, come potrebbe essere diversamente? Tutti i soggetti vicini a Berlusconi sono stati voluti da lui per suoi personali e reconditi motivi non certo perchè persone stimate e amate dall'elettorato. Quindi di che meravigliarsi se questi poi cercano di tirare in ogni modo acqua al mulino del padrone. E' anche un modo di correttezza e di etica, non ti pare?

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