La campagna elettorale più cialtrona della storia d’Italia

Alla mia età di campagne elettorali ne ho vissute tante. Alcune più partecipate, altre meno. Questa del 2018 mi pare un po’ più cialtrona delle altre. I toni della discussione politica sono notevolmente cambiati, soprattutto per l’inserimento di numerosi vocaboli che andrebbero classificati quali turpiloquio. Non è più un confronto di idee ma uno scontro a tutti gli effetti e mancando ancora tre settimane al voto non mi meraviglierei che si passasse anche alle vie di fatto.

I toni accesi di una destra sempre più boriosa e sprezzante s’erge quale unica forza che possa sanare gli errori peraltro da lei stessa commessi, contrapposta ad una sinistra lacerata e sgangherata, che ha perduto la bussola e più di tutto la sua credibilità oramai ai minimi storici.

Il paese è in braghe di tela nonostante i decantati andamenti economici favorevoli che a quanto pare vanno a premiare la solita banda bassotti e mentre tutto il resto arranca, la cialtroneria politica penso come non ma,i sta dando il peggio di se stessa, diventata più una vendita all’asta. Oramai siamo a chi offre di più. Dai mille euro al mese per tutti, al condono tombale versando solo il 15%, all’eliminazione della legge Fornero e Jobs Act, per arrivare all’abolizione del canone Rai e delle tasse universitarie, passando per i bonus di 240 euro mese per figlio. Queste sono alcune delle offerte che ricordo di più, ma credetemi  sono state inventate di tutti i colori, come quella di non far pagare i viaggi ferroviari ai disoccupati per sei mesi, visto che i disoccupati italiani approfittando che non stanno lavorando se ne vanno in giro per l’Italia in vacanza.

Di una cosa devo dare atto a questi politicanti, posseggono una fantasia invidiabile. A far promesse sono di una bravura eccezionale, da premio Nobel, il rovescio della medaglia è che a promettere sono quelle stesse figure che ci hanno sinora governato e che vorrebbero risolvere oggi i danni che loro stessi hanno causato al paese in trent’anni di malgoverno.

Sono certo che di tutto ciò all’estero si staranno sbellicando dalle risate. Leggevo che Gentiloni non è stato ricevuto dalla Merkell ed è stato rinviato il suo incontro dopo sette giorni. Una figuraccia istituzionale da non poco conto. Avrei voluto vedere se la Merkell al posto di Gentiloni avesse dovuto incontrare Putin, Trump o Macron se avrebbe  riservato lo stesso trattamento. Ma di tutto ciò ai nostri governanti non importa nulla, quello che conta è battersi per riconfermarsi al potere e riprendere ancora una volta in giro gli italiani.

La cosa più mortificante di tutte è che in questa campagna elettorale non è morta la politica, che da tempo è latitante, è morta la speranza, l’illusione che domani possa essere un giorno migliore. E’ proprio questa la parte peggiore di questa disputa elettorale che alla fine ci porterà in un vicolo cieco, preda facile dell’avidità dei poteri della finanza, diventando una vera colonia soggiogata al loro volere, sotto il peso di un debito pubblico di 2300 miliardi, di una massa di sofferenze bancarie di circa 200 miliardi e da una Banca Centrale Europea diretta dal tale Mario Draghi che tra poco cesserà del tutto di pompare liquidità per il sistema bancario. Tutti nodi che prima o poi verranno al pettine e allora con questa classe politica inadeguata le sorti del nostro paese non potranno essere che negative.

Qualcuno dice che parlare in questi termini è gufare, ma forse quel qualcuno non sa che una cosa è rappresentare una realtà negativa, altra cosa è essere bugiardi e fare esattamente il contrario di quanto promesso, solo che il rottamatore è probabile che questa volta venga rottamato e questo lo scrive amaramente chi l’ha immeritatamente votato per ben due volte alle primarie del suo partito, che ovviamente ora non è più il mio. Vedere un futuro in termini pessimistici dovrebbe aiutarci a capire quanto sia vero e valutare quali possano essere  i termini d’intervento, essere bugiardi invece si diventa poco credibili e inaffidabili. Ecco questa è la realtà di questa nostra campagna elettorale, da una parte i bugiardi, dall’altra gli evasori, per non dimenticare tutti quei valorosi cavalieri e dame che si sono riscoperti tutto ad un tratto paladini servitori dello stato.   

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