Purtroppo non è il Coronavirus a far paura

A quanto pare quello che inizialmente sembrava essere un virus paritetico all’influenza, quasi da non tenerne conto, sta mettendo in ginocchio buona parte del mondo, per ora.

Le notizie confuse che arrivano dagli USA ci evidenziano una macroscopica sottovalutazione e soprattutto impreparazione da parte della solita America Trumpista arrogante, che si trova sfornita dei tamponi e una grande parte della popolazione, trovandosi senza coperture assicurative sanitarie, non si presenta a sottoporsi ai necessari controlli. Pare che un tampone costi oltre i 3.000 dollari. Quindi se ancora 2+2 fa 4 dagli USA dovremo aspettarci una preoccupante diffusione dell’epidemia. Speriamo di no.

Venendo da noi in Europa, quella che dovrebbe essere l’Europa Unita, sta dimostrando, laddove ce ne fosse bisogno, che di unito vi è solo la carta moneta. Nessun coordinamento, gli stati procedono tutti in ordine sparso, con politiche sanitarie diverse e ahinoi anche contraddittorie.

La Germania vieta l’esportazione delle mascherine. Si chiudono le frontiere a singhiozzo.

Se penso che siamo nel terzo millennio, dove con un clic del nostro computer o dal nostro cellulare, possiamo trasferire miliardi di euro da un capo all’altro del mondo, ma non riusciamo a metterci d’accordo su cosa e come fare per combattere un virus, che gli stessi virologi hanno definito scarsamente importante, allora si che mi preoccupo sul serio.

A far paura non è più il virus, ma la nostra classe dirigente, scarsamente preparata, e forse, quel che è peggio,  eticamente inadeguata.

Quanto sta succedendo sta evidenziando molto chiaramente quanto errata sia stata la politica economica e sociale posta in essere in questi ultimi decenni, non solo da noi e come gli interessi delle lobbie continuano a prevalere sulla salute delle popolazioni.

Qui da noi, nel nostro profondo sud quello che sta veramente suscitando seria preoccupazione non è il Coronavirus ma un sistema sanitario fallimentare, prevalentemente impostato al continuo smantellamento della presenza della sanità pubblica.  Basta vedere quanta gente in presenza di qualche patologia un po’ più seria, preferisce prendere il trenino per farsi curare dalle strutture sanitarie pubbliche (non private) del nord.

Ecco, è proprio questo che dovrebbe non solo preoccuparci ma diventare, finalmente, uno sprone acché  la scelta futura della nostra classe politica avvenga in modo più oculato e non più clientelare.  

Utopia?

Ultima riflessione: le guerre in corso procedono serenamente e tranquillamente indisturbate. Centinaia di migliaia di persone, donne, bambini e anziani, fuggono dalle bombe (chi sa se sono quelle con cui da alcuni decenni servono per esportare la democrazia) accatastandosi alle frontiere dell’Europa, che ha imparato anche a prenderli a bastonate e a sparargli.  Scusate ma di fronte a tutto questo scempio sotto i nostri occhi, forse un po’ di Coronavirus ce lo meritiamo.

 

 

Amministratore

Next Post

Coronavirus: il più potente regolatore del mercato economico mondiale

Lun Mar 9 , 2020
Le statistiche giornaliere sulla diffusione e sulle morti causate dal nuovo virus impazzano da tempo destando la giusta preoccupazione nelle popolazioni al momento più colpite. Il numero dei nuovi contagi, dei nuovi morti, attrae e ahinoi, fanno porre in essere atteggiamenti scorretti che certamente non possono essere combattuti con delle […]
Crollo delle borse
Chinese (Simplified)DutchEnglishFrenchGermanGreekItalian

Per offrirti un'esperienza di navigazione sempre migliore, questo sito utilizza cookie propri e di terze parti, partner selezionati. I cookie di terze parti potranno anche essere di profilazione. Se vuoi saperne di più e ricevere indicazioni sull'uso dei cookie, o se vuoi negare il consenso all'uso dei cookie, clicca qui.Cliccando su Accetto presti il tuo consenso all'utilizzo dei cookie impiegati dal nostro sito oppure proseguendo nella navigazione maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi