Il Coronavirus e la saga dei numeri

Ho oramai perso il conto da quanti giorni il mio primo pensiero  è quello di conoscere il numero dei contagiati, dei morti, dei guariti e in particolare come il contagio del Coronavirus si stia propagando nelle varie aree della nostra Bella Italia.

Poi, l’interesse cade sull’andamento delle borse nel mondo e, per non farmi, mancare nulla, un po’ di indici previsionali di quello che potrebbe essere il futuro economico dell’Italia. In poche parole una scorpacciata di numeri. Mai come in questo periodo i numeri hanno assunto un’importanza così vitale.

L’analisi dei numeri, ovvero delle statistiche sui contagi, sulla tipologia dei contagiati è l’unica arma che ci può consentire di capirne l’andamento e la cosa più importante è  riuscire a localizzare i focolai iniziali.

Solo che tutto ciò, per quanto utile agli addetti ai lavori, genera un non indifferente stress per tutti noi meri e disarmati spettatori di questa immane tragedia. La lieve caduta dell’andamento dei contagi, susseguita per tre giorni ci ha fatto intravedere una luce nel tunnel. Luce questa che,  alla luce dei dati delle ultime 24 ore, è stata smorzata.

E mentre noi ci arrabattiamo tra le nostre preoccupazioni, costretti e stretti nelle nostre case, i numeri continuano a susseguirsi, ad intrecciarsi. Proseguono la loro strada, alimentati dal moltiplicarsi dei contagi in tutto il mondo. Un mondo che ancora una volta resta avvolto nella sua cinica abitudine che, sino a quando il problema è altrove, io me ne frego.

Non pochi sono stati i casi in cui, all’ inizio dell’epidemia, ci hanno deriso, ci hanno addirittura considerati gli untori del mondo. Isolati, cacciati da ogni dove, in quanto rappresentavano il popolo degli appestati. E cosa dire dei nostri stessi politicanti, lasciatemelo dire, da quattro soldi, ipocriti e falsi, che prima fanno ostruzione ad ogni restrizione prevista dal governo, per poi tacciare il governo di incapacità.

Penso che il male peggiore nel nostro paese non è insito nella pandemia, ma nella classe politica inadeguata, che a volte è capace anche di remare contro gli interessi stessi del paese. I numeri, i nostri soliti numeri, evidenziano una emergenza aldilà di ogni previsione, con conseguenze catastrofiche per la vita dei cittadini e per le sorti future del paese. E costoro, i politicanti, addirittura complottano per far cadere il governo. Ma, forse, la colpa non è loro, e questa va ricercata nella scarsa capacità insita in tutti noi nel non essere stati capaci di sceglierci una classe politica migliore. Sapremo trarre da questa tragica esperienza le necessarie esperienze? IO ci spero ma ne dubito tanto.

Amministratore

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