La leggenda del Diluvio Universale nacque circa 2000 anni a.C.

Sin dal 1872 sappiamo che sono da ricercarsi negli annali regi di Sumer. Nel 1872 fu il sumerologo George Smith a scoprire le origini della leggenda del diluvio nelle tavolette d’argilla detenute nell’archivio del British Museum di Londra. Appartenevano all’antica biblioteca del palazzo di Ninive, situato nell’odierno Iraq.

Intorno al 1500-1200 a.C. il poeta Sin-leqe-unnini, sacerdote della città di Uruk, scrisse un poema che s’intitolava: Gilgamesh.  Un lavoro letterario costituito da undici tavolette d‘argilla. Lo scrittore dell’epoca aveva raccolto antiche leggende e miti dei sumeri e li aveva debitamente adattati per imbastire la sua storia che aveva come protagonista l’eore Gilgamesh.

Nella sua opera il sacerdote parlò anche del diluvio universale. Nel Gilgamesh il biblico Noè aveva un altro nome: Utnapishtim. Comunque  un personaggio secondario. Il protagonista del racconto era l’eroe, Gilgamesh re di Uruk che partì alla ricerca del segreto dell’immortalità. Il temerario avventuriero affronta non poche sfide, e alla fine giunge al cospetto del vecchio Utnapishtim. Particolarmente amato dagli dei.  Anch‘egli era stato un tempo re e da loro aveva  ricevuto il dono dell’immortalità e viveva lontano dal mondo, nella terra paradisiaca di Dilmun. Gilgamesh si recò a fargli visita, e Utnapishtim raccontò all’eroe la sua storia.

Un tempo, quand’era re della città di Shuruppak, il dio Enki gli aveva ordinato di costruire un’arca in cui imbarcare la propria famiglia, altri esseri umani e animali, per salvare la specie umana dal diluvio. Il Diluvio sopraggiunse, portando con sé distruzione e morte. Dopo essere stata per giorni in balìa delle acque impazzite, finalmente l’arca si fermò sulla cima di una montagna. Era il monte Nisir.  Allora Utnapishtim fece uscire dall’arca una colomba, una rondine e un corvo, per vedere se le acque, ora placate, fossero in procinto di ritirarsi e lasciar di nuovo spazio alla terra.
Questo racconto assomiglia a quello riportato nell’Antico Testamento. Invece la versione più antica del mito del diluvio, che risale circa al 2000-1800 a. C. ed è contenuta nell’epos Atrahasis, presenta una differenza fondamentale: contiene tutta una premessa che spiega il vero motivo che condusse alla catastrofe naturale.

Come mai Sin-leqe-unnini ha riportato nel „Gilgamesh“ interi passaggi dell’“Atrahasis“, talvolta addirittura parola per parola, ma omettendone l‘intera premessa? Forse perché nella tradizione più antica, quella da cui derivano gli elementi principali dell’Atrahasis, gli dèi non ci fanno proprio una bella figura. Forse anche perché si parla di una dea Madre di tutti gli dèi, di colei che ha creato l’uomo e la donna.

Fonte: Styoria….. Controstoria

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