A circa 10 miliardi ammontano gli utili dei primi nove mesi dell’anno dei primi 5 istituti di credito italiani.

Un risultato che dovrebbe farci rasserenare, visti i chiari di luna del sistema Italia. Un raggio di sole che dovrebbe farci sperare in meglio. Invece trattasi di un dato preoccupante che dovrebbe far riflettere a fondo i nostri governanti. Questi utili non sono un piccolo contentino, ma una valanga se paragonati alla crisi devastante che sta colpendo tutti i settori dell’economia nazionale.

Aziende che chiudono, che delocalizzano o che stanno portando avanti drastiche riduzioni del personale.

Le banche stanno macinando utili perchè stanno drasticamente riducendo i costi fissi. Hanno chiuso oltre 1000 filiali in tutta Italia. Il personale dipendente si è ridotto di quasi 10.000 unità e nell’immediato futuro ci sono già in cantieri grandi sfoltimenti, come quello annunciato di UNICREDIT di almeno altre 8000 unità.

Mentre la gente perde il lavoro e le aziende chiudono, loro fanno utili. Soldini che ovviamente arrivano loro dalle tasche dei cittadini. Una iniquità sociale devastante, preoccupante e vergognosa.

Capisco e sono consapevole che una banca non è una opera di assistenza e beneficenza, ma situazione come quella attuale, appartengono ad un mondo che sta andando alla deriva. Quante cose si sarebbero potute realizzare in questo nostro paese disastrato con dieci miliardi? Invece adesso quei soldini andranno per la maggior parte a rimpinguare attività finanziarie all’estero, producendo ulteriore impoverimento. Ma di tutto ciò i nostri governanti se ne guardano bene di affrontare con la dovuta competenza e imparzialità. Forse è proprio quest’ultima che è diventata carente in questi ultimi decenni.

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