La scuola e i trasporti al tempo del Covid

Siamo oramai entrati nella seconda recrudescenza della pandemia, che se per certi versi da tempo prevista, sicuramente ancora non preparati nell’affrontarla. L’andamento ottimistico dei contagi nel corso dell’estate ci aveva fatto sottovalutare il problema e non pochi hanno pensato che  il peggio era passato.

Ora, invece, siamo piombati nella tetra atmosfera di un imminente chiusura di tutte le attività, scuole comprese. Telegiornali e stampa da un paio di settimane ci inondano del numero dei contagi in progressivo e drammatica aumento. Si cercano nuove restrizioni che possano arginare il contagio, ma a quanto pare poco efficaci anche per effetto dello scarso senso civico di una buona parte della popolazione.

Non esistono rimedi terapeutici efficaci e universalmente validi, motivo per cui l’unica arma a nostra disposizione è il distanziamento sociale, che a quanto pare è mal digerito da non pochi.

L’interesse oggi si è spostato sulla scuola e i trasporti.

Sono stati potenziati alcuni settori della sanità ma non quello dei trasporti. La gente per recarsi al lavoro e anche a scuola deve utilizzare i mezzi pubblici che per quanto vediamo, sono come sempre sovraffollati.

Sono un estimatore dell’attuale governo che, anche se non scevro da errori, è il meno peggio che la nostra classe politica oggi è in condizione di offrire, soprattutto sotto l’aspetto etico. Però, ieri sera, la Ministra Azzolina mi ha fatto arrabbiare sul serio. Ha stupidamente affermato che la scuola oggi è sicura, che hanno lavorato sodo per mesi per garantirle sicurezza e che il problema è dato proprio dal sistema dei trasporti pubblici.   Allora vorrei chiedere all’Azzolina, se è giusto pur di far seguire le lezioni ai ragazzi a scuola, sia altrettanto giusto farli viaggiare ammassati sui mezzi di trasporto diventando facili mezzi di contagio.

Ritengo questa sua affermazione alquanto “imbecille” ma soprattutto pericolosa. Non condiviso questo accanimento sulla necessità di tener aperte le scuole. Quanto meno avrei tenuto chiuse le classi degli istituti superiori, giusto per alleggerire l’utilizzo dei mezzi pubblici.

La scuola è un elemento importante per la nostra società, ma non dimentichiamo che se si ferma l’attività economica del paese, mancheranno le risorse necessarie per far funzionare l’istruzione.  Aver investito miliardi nella scuola è stata una cosa buona, anche se avrei visto meglio investire quelle risorse a salvaguardare il lavoro. Continuare a tenere chiuse le scuole, quanto meno quelle dove i ragazzi sono già in condizioni di badare a se stessi, avrebbe aiutato a tenere più basso il rischio di contagio. E’ indiscutibile che i livelli che si stanno raggiungendo, oltre all’imbecillità di tanti riottosi ad applicare le norme preventive, sia proprio la scuola.

Se il numero dei contagi continuerà ad aumentare al ritmo di questi ultimi giorni, ci sarà poco da fare, si dovrà richiudere tutto e a questo punto non ci rimetterà solo la scuola ma tutto il sistema economico produttivo del paese.  

 

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