Una breve storia della magica isola di Aegina

Eghina è la pronuncia del suo nome in greco. Un’isola di poco più di 87 Kmq. a poco più di un’ora di navigazione dal Pireo. La sua vicinanza, nonché la sua straordinaria e folta vegetazione ne fanno il rifugio estivo degli ateniesi e comunque fuori dalle solite rotte commerciali del turismo di massa, nonostante le sue ricchezze naturali, storiche ed archeologiche. Conta poco più di 15.000 abitanti, 2000 dei quali stranieri che hanno deciso di trascorrere qui la loro vita.

L’isola, nell’antichità era conosciuta per essere une delle rivali di Atene. Il suo nome prende il nome dalla ninfa Egina, madre di Eaco, figlio di Zeus.  Eaco unitamente ad uno dei tre guardiani delle tenebre, decide di risiedervi, dando al posto, il nome di sua madre, Aegina.  Nel contempo Aphaia, la Dea invisibile, perseguitata da Minosse e divenuta incorporea nel tentativo di sfuggire alle sue avances si stabilisce ad Aegina. In seguito ad Aphaia sarà dedicato un tempio che oggi è tra i siti archeologici più gettonati, oltre che per la sua maestosità, anche per il buon stato di conservazione, oltre al fatto che dall’alto della collina, ove si trova, si può ammirare uno tra i più bei panorami.   Il tempio è stato costruito intorno al 700 a. C. e nel 510 a.C. fu distrutto da un incendio e subito dopo ricostruito. I primi insediamenti sono databili al 3000 a.C.

Aegina viene ricordata in particolare per essere stata la prima nella storia d’Europa a battere moneta, ovvero a coniarla intorno al 650 a.C.

Anche il Tempio di Aphaia fu oggetto di un vile saccheggio tra aprile e maggio del 1811. Il cap. Cockerell – Haller von Halelrstein-Jacob Linck e J. Foster, saccheggiarono il tempio. L’indifferenza e la corruzione degli anziani del luogo, consentirono segretamente di portare 17 statue e molte altre parti del frontone del Tempio al Pireo. Inutili sinora sono state le rivendicazioni elleniche indirizzate ad una restituzione dei reperti trafugati.

Nel 1828, la Grecia ottenuta la sua indipendenza stabilì la sua prima capitale provvisoria proprio ad Aegina per essere trasferita successivamente a Nauplia.

Aegina è stata il rifugio di Nikos Kazantzakis dove scrisse il romanzo a noi noto con il titolo di Zorbas il greco.

L’isola di Aegina resta un paradiso da esplorare con passione in qualsiasi periodo dell’anno. Approdando su quest’isola si ha la sensazione di aver viaggiato a ritroso nel tempo dove le pagine della storia sembrano aprirsi una ad una girovagando tra i viottoli verdeggianti delle sue colline o tra le stradine dei borghi dove l’alternanza multicolore delle vecchie abitazioni ci riportano alla mente la quiete di un tempo in cui il rispetto verso il mondo che ci circonda, forse era un po’ più sentito.

Trascorrere qualche giorno abbracciati e coccolati dall’ospitalità della gente del luogo, darà alla vostra vacanza quel valore aggiunto impagabile, trasformandola in un indimenticabile e nostalgico ricordo che vi porterete dietro per il resto della vostra vita.

                                                                                                                             Zornas il Greco