Il Tempio di Aphaia è tra i più ben conservati e dalla sua sommità si ammira una meravigliosa veduta del Golfo del Saroniko

Il tempio di Aphaia, nell’isola greca di Aegina, è un tempio greco dedicato alla dea Afaia (in greco antico: Ἀφαία, “non oscura”), la dea locale dell’isola. Da ricordare e sottolineare che anche in questo caso numerosissimi reperti del tempio furono trafugati ed oggi si trovano in Germania.

Nulla sono valse le iniziative diplomatiche per la relativa restituzione. Nemmeno quando in piena crisi economica greca, l’allora capo del governo, acquistò dai tedeschi due sottomarini per la modica cifra di 4 miliardi di euro. Roba da matti o da dittatura economica.

Il santuario è situato su un alto promontorio sovrastante una baia, nell’angolo nord-orientale dell’isola.
Il sito era menzionato nella Periegesi della Grecia del geografo Pausania nel II secolo d.C. Nel 1811 le sculture frontonali, cadute a terra, furono rimosse da Charles Robert Cockerell e dal barone Otto Magnus von Stackelberg. Con la mediazione del barone Carl Haller von Hallerstein furono spedite per mare in Germania e vendute al principe ereditario di Baviera, che poi sarebbe divenuto il re Luigi I.

Scavi sistematici furono condotti nel sito agli inizi del XX secolo ad opera di Adolf Furtwängler. Tra il 1966 e il 1979, ad opera di Dieter Ohly, continuati dopo la sua morte da Erns Ludwig Schwandner e da Martha Ohly fino al 1988. Nel corso di questi scavi furono rinvenuti i resti del primo tempio in pietra, la cui trabeazione è stata in parte ricostruita nel locale museo.

Aegina, l’isola amata da Kazantzakis

Celebre per la luce che la inonda tutto l’anno, e per i suoi pistacchi è a poco più di un’ora di navigazione dalla capitale greca. 

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