IlNew York Timesla definì la “Marsigliese” del movimento per i diritti civili, ma “We shall overcome” non sarebbe mai diventata così famosa se un giovane delNorth Carolinanon l’avesse intonata durante una manifestazione aReleigh. Quel giovane eraGuy Carawan, un giovane poco più che trentenne, tra i pochi partecipanti bianchi a una pacifica protesta per i diritti dei neri. Da allora “We shall overcome” ha accompagnato alcune delle sollevazioni popolari più importanti, dalla marcia diSelmaalle proteste di piazzaTienanmen: in quelle note, la speranza di più generazioni. FuJoan Baez, nel 1963, a rendere la canzone un successo commerciale, partendo dalla versione definitiva scritta daPete Seegeralla fine degli anni 50.
We shall overcome someday, noi trionferemo un giorno.
Era il 28 Agosto del 1963, Joan Baez canta davanti a un milione di persone sul piccolo podio davanti alLincoln Memorial. Fu l’inizio di una nuova stagione democratica per tutti gli USA, dove la precedente marcia suWashington D.C., si concluse con il discorso sul “sogno” diMartin Luther King.
In quella memorabile giornata aWashingtoni neri si sentirono meno soli. Fu quella manifestazione che rappresentò il movimento per i diritti civili delreverendo King. Divenne il motore della protesta sociale, la partenza di una grande stagione di lotta per i diritti civili e sociali . Fu l’inizio del sogno del cambiamento democratico. Quel cambiamento che fu interrotto, pochi mesi dopo quella marcia pacifica nella capitale degli Stati Uniti, dall’assassinio del PresidenteKennedya Dallas, Texas.
Si tratta di ungospel neroscritto nei primi anni del ‘900, scoperto più tardi daPete Seeger,il padre della musica popolare americana. Viene inciso per la prima volta daJoan Baeznel 1963 e cantato in tutto il mondo.
Ho voluto parlare di questa canzone, un vero inno alle libertà riconosciuto da tutto il mondo. Da allora non ci fu nessuna manifestazione di protesta in giro per il mondo che non abbia fatto propria questa canzone. Oramai dopo aver girato la boa dei settant’anni, riascoltandola, mi riporta indietro nel tempo in cui gli ideali di libertà e di uguaglianza erano alquanto forti e sentiti. Un tuffo nel passato nostalgico nel tempo delle mele dove il desiderio di voler cambiare il mondo era il nostro ideale, Quello che è successo dopo è sotto i vostri occhi e in un certo qual modo, forse, mi conviene stendere un velo pietoso.
E per concludere vi propongo il video dell’esecuzione di“We Shall Overcome” cantata da Joan Baez nell’indimenticabile marcia del 1963 :