Entrata in vigore l’obbligatorietà della Mail PEC  e dell’identità digitale SPID

I tempi si evolvono e con questi anche i sistemi di comunicazione tra cittadini e soprattutto con gli enti pubblici.

PEC

La PEC   è un tipo particolare di posta elettronica che permette di dare a un messaggio di posta elettronica lo stesso valore legale di una tradizionale raccomandata con avviso di ricevimento, garantendo così la prova dell’invio e della consegna.

Per alcuni soggetti l’utilizzo della PEC è un vero e proprio obbligo, per esempio  per le imprese, i liberi professionisti (come ingegneri e avvocati), le Pubbliche Amministrazioni e le ditte individuali. Anche i privati cittadini che dovranno interloquire con la pubblica amministrazione, devono dotarsi di questo nuovo servizio di posta elettronica certificata.

Chi non provvede a dotarsi dell’indirizzo di posta certificata nei termini stabiliti è soggetto alle sanzioni amministrative seguenti:

  • da 10 euro a 516 euro per le imprese individuali, vedi articolo 2194 del Codice civile;
  • da 103 euro a 1.032 euro per le società, vedi articolo 2630 del Codice civile. (Solo per soggetti che per legge sono obbligati all’iscrizione dei pubblici registri, Società, Ditte Individuali e Professionisti).

 

SPID

 

Lo SPID invece, è il Sistema Pubblico di Identità Digitale, ovvero la soluzione che ti permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati aderenti, con un’unica Identità Digitale (username e password) utilizzabile da computer, tablet e smartphone. Con l’assegnazione del codice personale SPID si potrà accedere a tutti i servizi pubblici, dalla semplice iscrizione dei propri figli alla scuola, all’università, all’accesso dei servizi sanitari, fiscali e previdenziali.

Dallo scorso primo di ottobre per accedere alla consultazione o per interagire con alcuni enti pubblici è necessario possedere, oltre che la casella di posta elettronica PEC anche quella che io definisco la password SPID. Uno tra tutti la Previdenza Sociale (INPS).

Dotarsi di una casella di posta certificata (PEC) è alquanto semplice. On line troverete non poche aziende che forniscono servizi Internet, i cosiddetti Provider. Basterà sceglierne uno, inserire i propri dati e il gioco è fatto. L’utilizzo di un indirizzo PEC ha però un costo annuale che si aggira sui dieci euro.

L’ottenimento del codice SPID (password) è un po’ più complicato. L’autorizzazione al rilascio di questo codice è stato limitato solo a pochi enti. Si accede on line inserendo oltre che tutti i propri dati identificativi personali, copia della carta identità e della tessera sanitaria. Verrà così rilasciato un numero provvisorio con il quale ci si dovrà recare ad un esercizio autorizzato (generalmente tabaccherie) dove si dovrà esibire i documenti identificativi, per poi, nel giro di 48/72 ore, ricevere il codice SPID. Una procedura quest’ultima non condivisa. Perché esibire i propri documenti personali ad un esercente commerciale, con tutto il rispetto per quest’ultimo? Non sarebbe stato più semplice e sicuro far riferimento all’identificazione personale già avvenuta presso il proprio istituto di credito? E per chi non avesse alcun rapporto bancario o postale, recarsi presso un ufficio comunale.

Aldilà delle mie personali osservazioni, anche il rilascio dello SPID ha un costo. La sua durata è biennale, ovvero lo si dovrà rinnovare ogni due anni con un costo di 5 euro, se il riconoscimento verrà effettuato presso una delle tabaccherie citate, oppure oltre i 16 euro se ci si collega direttamente con l’ente autorizzato attraverso il servizio webcam (la video camera in dotazione sia sui cellulari che sui personal computer).

Quindi alla fine della giostra, avremo un ulteriore meccanismo obbligatorio, gestito da privati, nell’interesse pubblico, che possiamo ritenere, senza ombra di dubbio, una ulteriore mascherata tassazione. Basterà fare una piccola moltiplicazione dei costi su citati per i milioni di persone individuali e società che dovranno obbligatoriamente adeguarsi per rendersi conto dell’entità del business.

Un’ ultima osservazione: se il sistema identificativo adottato è annoverato quale sistema pubblico, perché a gestirlo non è stato assegnato un ente con caratteristiche legali pubbliche?    

Amministratore

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