dall’accertamento di una truffa ai danni dei risparmiatori, non segue un doveroso adeguamento delle norme

Dall’accertamento di una truffa al sistema finanziario, ai danni deirisparmiatori, non segue un doveroso adeguamento delle norme che meglio possano tutelare il risparmiatore. Nel corso di questo decennio alcune sgradevolitruffehanno messo letteralmente in brache di tela qualche centinaio di migliaia dirisparmiatorie mi riferisco alla problematica banche italiane. 

Tutte queste truffee tant’altre di ordine minore è piena zeppa la finanza.Truffetutte riconducibile sotto un comune denominatore, la scarsa attenzione riposta ai controlli di rito, alle modalità con cui quest’ultimi vennero eseguiti e per conto di chi. La letteratura in merito è stracolma di strafalcioni, superficialità, ingenuità e soprattutto di miopie dolose. Ma la cosa che più di tutte dovrebbe far riflettere le istituzioni deputate al controllo del sistema finanziario/bancario, è la lentezza degli stessi. Altrettanto lento è il percorso giudiziario. I soggetti rei ditruffegeneralmente hanno tutto il tempo di disfarsi del loro patrimonio, se non addirittura riuscire ad occultare o inquinare le prove a loro carico.

A volte il normale cittadino, ha la sensazione che il sistema punitivo sia complice dei furbetti dellafinanza. Condanne a qualche anno di reclusione, spesso da scontarsi ai domiciliari, non rappresentano pene eque alle tragedie familiari create da questi lestofanti, che hanno bruciato decine e decine di anni di risparmio di duro lavoro.

E’ qui cheil legislatoredovrebbe entrare nel merito, in quanto rubare i risparmi di una vita è da considerarsi come una vera e propria violenza perpetrata ai danni del malcapitato. Non possiamo però dimenticare che il nostroLegislatoreè il Parlamento. Al momento non aggiungo altro.