Nella quasi totale indifferenza ci stiamo portando avanti nel tempo, incuranti o forse sarebbe meglio dire rassegnati verso un futuro che tale non lo è più. Qualche decennio fa, il futuro rappresentava la speranza di un tempo migliore, la possibilità di veder realizzati i propri sogni o quanto meno i bisogni minimali per poter contare su un sistema che rispecchiasse la speranza. Oggi la miopia avida di pochi, sta lentamente ma progressivamente distruggendo il domani.

La politica, manipolata ad uso e consumo dei soliti noti, oramai ha perso la sua dignità. Non è più credibile e peggio ancora è stucchevolmente amovibile. La ventata di giovinezza propiziata dal simpatico governo pentastellato, che è riuscito a trascinare a suo favore, nelle ultime elezioni un buon 33% dei consensi, sta gradualmente scemando. Al momento le politiche economiche non sono state idonee a far ripartire il sistema economico produttivo, anzi, al contrario, i dati che si susseguono mese dopo mese, lasciano l’amaro in bocca e in qualche caso spalancano le porte a scenari, ipotizzati da alcuni economisti, non proprio felici. 
Saprà il futuro governo “governare” questa nave Italia, ridotta a bagnarola, verso lidi più ameni?

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